L’aumento delle tariffe di TPL Linea accende la polemica politica e sociale in provincia di Savona. Dal prossimo adeguamento il biglietto singolo passerà da 1,50 a 1,80 euro, il carnet da dieci corse salirà da 13,50 a 16,20 euro, l’abbonamento annuale ordinario aumenterà da 290 a 360 euro, mentre quello per gli studenti passerà da 220 a 280 euro, con validità estesa a dodici mesi.
Una stangata che arriva in un momento già difficile per molti cittadini e che, inevitabilmente, ha provocato una valanga di reazioni.
Il sindaco prende le distanze, ma il M5S lo inchioda alle sue stesse parole
A sorprendere maggiormente è stata la posizione assunta dal sindaco di Savona Marco Russo, che ha dichiarato di aver preso atto della decisione manifestando perplessità, sostenendo che avrebbe preferito collegare gli aumenti all’introduzione di nuovi servizi.
Una posizione che però il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Federico Mij, definisce poco credibile.
Con un intervento molto duro, Mij accusa il sindaco di “fare finta di cadere dal pero”, ricordando che il Piano Industriale 2025-2033 di TPL, approvato dai soci già nel febbraio 2025, prevedeva chiaramente l’adeguamento delle tariffe.
E soprattutto ricorda le dichiarazioni ufficiali rilasciate proprio allora da Marco Russo e dal presidente della Provincia Pierangelo Olivieri.
«Siamo molto soddisfatti del lavoro che il CdA sta portando avanti… Il Piano persegue obiettivi strategici importanti che hanno il pieno sostegno dei soci.»
Parole che oggi, secondo il consigliere pentastellato, rendono difficile sostenere che l’aumento sia stato una sorpresa.
Per questo il Movimento 5 Stelle presenterà un’interpellanza in Consiglio comunale per chiedere all’amministrazione di chiarire una questione molto semplice: il Comune condivide oppure no questi rincari? E, se non li condivide, quali iniziative concrete intende assumere?
Una domanda politica che rischia di mettere in forte difficoltà Palazzo Sisto.
Le giustificazioni di TPL e della Provincia
Da parte dell’azienda la linea è chiara.
TPL ricorda che le tariffe erano ferme dal 2017 e che l’adeguamento era previsto dal contratto di servizio oltre che dal Piano Industriale.
Il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri difende la scelta parlando di un aggiornamento inevitabile dopo nove anni e sottolinea le misure compensative, come la validità annuale dell’abbonamento studenti.
Secondo Olivieri resta comunque aperto il nodo della ripartizione dei finanziamenti regionali, tema sul quale la Provincia continua a chiedere maggiori risorse per il territorio savonese.
I sindacati: “Una macelleria sociale”
Se sul piano politico il dibattito è acceso, quello sindacale è ancora più duro.
La Filt-Cgil parla apertamente di “macelleria sociale”, accusando azienda e istituzioni di scaricare sulle famiglie e sui lavoratori il peso delle proprie scelte.
Secondo il segretario Michele Bello, è inaccettabile che un’azienda con i conti in ordine aumenti contemporaneamente il costo del servizio e continui a registrare problemi organizzativi.
Il sindacato denuncia organici insufficienti, straordinari continui, corse soppresse, manutenzione carente e un confronto con gli enti proprietari praticamente inesistente.
Per questo è stato confermato lo sciopero di quattro ore del prossimo 27 luglio, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura.
Anche la Fit-Cisl chiede un confronto approfondito con l’azienda per comprendere le motivazioni degli aumenti, mentre la CUB annuncia un incontro con le associazioni dei consumatori, definendo gli incrementi tariffari “ingiustificati” e destinati a penalizzare soprattutto le fasce economicamente più deboli.
E intanto la bigliettazione elettronica continua a fare acqua
A rendere ancora più indigesta la stangata c’è un altro elemento.
Mentre gli utenti pagheranno di più, continuano infatti le segnalazioni sui problemi della nuova bigliettazione elettronica.
Ci sono tessere che non funzionano, titoli di viaggio che rischiano di scomparire durante le ricariche, pagamenti elettronici che non registrano correttamente i biglietti e tabaccai che consigliano ancora il pagamento in contanti per evitare inconvenienti e commissioni.
Una situazione che alimenta il malcontento di molti utenti, i quali si trovano a pagare un servizio più costoso senza percepire un miglioramento altrettanto evidente della qualità.
La vera questione è la credibilità
Al di là dell’aumento in sé, la vicenda apre soprattutto un problema di coerenza politica.
Se il Piano Industriale che prevedeva questi rincari era stato approvato oltre un anno fa con il pieno sostegno dei soci pubblici, appare difficile sostenere oggi che la decisione sia arrivata all’improvviso.
Ed è proprio questo il punto sollevato dal consigliere Mij: non tanto l’aumento delle tariffe, quanto il tentativo di prendere le distanze da una scelta che, secondo la documentazione disponibile, era già stata condivisa e sostenuta.
La discussione ora si sposterà inevitabilmente in Consiglio comunale, dove l’interpellanza annunciata dal Movimento 5 Stelle costringerà l’amministrazione a chiarire una volta per tutte quale sia la sua reale posizione su una decisione che pesa direttamente sulle tasche dei cittadini savonesi.






