Tari, parte la rivolta dei contribuenti: due associazioni promuovono il ricorso contro gli aumenti

A Savona cresce il fronte del malcontento contro la Tari. Dopo mesi di proteste, segnalazioni e polemiche legate al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (UPPI) e l’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo hanno deciso di passare all’azione, mettendo a disposizione dei propri associati un modello di ricorso da presentare alla Corte di Giustizia Tributaria di Savona, accompagnato da una diffida formale nei confronti del Comune.

L’iniziativa, promossa dai presidenti Franco Fenoglio e Alice Greta Marino, nasce dalla convinzione che gli aumenti della tassa sui rifiuti non siano stati accompagnati da un effettivo miglioramento del servizio. Anzi, secondo le due associazioni, la situazione sarebbe addirittura peggiorata in molte zone della città.

Al centro delle contestazioni non c’è soltanto l’incremento degli importi richiesti ai cittadini, ma anche una serie di presunte anomalie e criticità che riguardano il sistema di raccolta porta a porta introdotto da Sea-S. Nel ricorso vengono evidenziati possibili errori nel calcolo delle tariffe, legati ad esempio alla superficie degli immobili o al numero dei componenti dei nuclei familiari, aspetti che secondo le associazioni meriterebbero una verifica approfondita e un eventuale ricalcolo degli importi dovuti.

Ma la contestazione va oltre il semplice conteggio delle bollette. Secondo i promotori dell’iniziativa, l’attuale organizzazione della raccolta rifiuti violerebbe alcuni principi fondamentali che dovrebbero caratterizzare ogni servizio pubblico. Si parla di uguaglianza, poiché i cittadini si trovano a usufruire di modalità di raccolta differenti a seconda della zona di residenza; di imparzialità, perché il servizio non garantirebbe condizioni uniformi per tutti; e di efficienza ed efficacia, elementi che dovrebbero essere alla base di qualsiasi gestione pubblica.

Nel mirino finiscono anche alcune situazioni ormai note ai savonesi: mastelli lasciati per ore o giorni sui marciapiedi, mancati ritiri, difficoltà per anziani e persone con disabilità, problemi di decoro urbano e persino questioni legate alla sicurezza stradale e al regolamento di polizia urbana.

Tra i documenti che gli associati sono invitati a raccogliere figurano anche fotografie che dimostrino il corretto conferimento dei rifiuti nei giorni stabiliti dal calendario. Un aspetto non secondario, visto che in più occasioni cittadini hanno denunciato di aver ricevuto sanzioni pur avendo esposto regolarmente i contenitori, mentre il mancato ritiro sarebbe stato imputabile agli operatori del servizio.

L’atto predisposto dalle associazioni arriva inoltre in un momento particolarmente delicato. Negli ultimi giorni sono tornate a circolare immagini e segnalazioni di topi avvistati all’interno o nei pressi dei mastelli lasciati in strada, episodi che stanno alimentando ulteriormente il disagio e la rabbia di molti residenti.

La richiesta avanzata alla Corte di Giustizia Tributaria è significativa: oltre alla revisione delle tariffe contestate, viene chiesta la sospensione degli importi e la discussione pubblica della vicenda.

Il ricorso rappresenta probabilmente il primo tentativo organizzato di trasformare il malcontento diffuso in un’iniziativa legale collettiva. Un segnale politico e sociale che l’amministrazione comunale non potrà ignorare facilmente.

Perché se è vero che la Tari continua ad aumentare, molti cittadini si chiedono una cosa semplice: dov’è il miglioramento del servizio che dovrebbe giustificare quei rincari? E soprattutto, perché pagare di più quando le proteste per la raccolta dei rifiuti sembrano aumentare di pari passo con le bollette?

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