Studentato, la Giunta Russo rischia per la seconda volta di perdere fondi ottenuti

Che fine farà  lo studentato al Priamar? La domanda circola da mesi, e le risposte che emergono non sono rassicuranti.

Torniamo indietro di qualche anno: l’ex amministrazione Caprioglio aveva immaginato una residenza universitaria da circa 40 posti letto all’interno del Priamar, nell’area dell’ex Ostello della Gioventù.
Appena eletto, Marco Russo criticò apertamente quel progetto, giudicandolo poco prioritario. E infatti, a maggio 2023, la sua amministrazione perse il finanziamento da 1.490.000 euro destinato proprio a quello studentato.

Il punto è semplice: la giunta Russo non ha mai creduto in quell’intervento. Non l’aveva pensato, non l’aveva difeso e probabilmente non lo avrebbe mai voluto. L’assessore Becco è  costretta a occuparsi di un progetto che non rientra né nella visione né nelle priorità originarie della maggioranza. Per coprire questo imbarazzo, si è provato a rilanciare un progetto “alternativo” a Legino, promuovendo l’idea di una città-campus diffusa e moderna. Un racconto politico creato più per spostare l’attenzione che per risolvere i problemi sul tavolo e giustificare la perdita del finanziamento.

Nel frattempo, però, con il nuovo bando ministeriale sugli alloggi universitari, arrivano nuove risorsealtri 5 milioni di euro destinati a Savona nel 2025 per ampliare la residenzialità studentesca nella stessa area del Priamar. Questa volta la Giunta non può dire di no, ma  la situazione si  complica lo stesso. Dalla Regione, infatti, arrivano segnali chiari: Savona rischia di compromettere l’intero progetto, c’è il rischio  di perdere anche i 5 milioni appena ottenuti.

Il problema? Il Comune non avrebbe rispettato gli adempimenti previsti dal protocollo d’intesa.

  • non è mai stato completato lo svuotamento del fossato del Priamar, necessario per garantire gli accessi alla futura residenza;
  • il Comune non ha ancora documentato formalmente la piena disponibilità degli spazi oggetto dell’intervento;
  • e soprattutto scade tra pochi giorni il termine dei 60 giorni per la regolarizzazione dell’immobile: la data limite è il 12 novembre.

Se questi passaggi non vengono chiusi in tempo, il risultato è uno solo: i fondi saltano di nuovo.

Solo ora, con la scadenza alle porte, l’amministrazione si risveglia dal torpore e chiede ad Aliseo (ente regionale per il diritto allo studio) di intervenire per “risolvere” il problema.

Peccato che non sia compito di Aliseo mettere ordine nelle proprietà comunali né fare ciò che la giunta avrebbe dovuto fare da due anni.

Savona si racconta da tempo come città universitaria, ma una città universitaria senza studentati non esiste.

E se la città perderà milioni di euro già assegnati, non ci sarà modo di dare la colpa al Ministero, alla Regione, a quelli di prima

Questa volta, la responsabilità sarà solo dell’attuale giunta. 
spetta alla città prenderne atto.

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