Stipendi posticipati alla SEAS: crisi di liquidità o “prestito forzato”?

Leggo del rinvio del pagamento degli stipendi ai dipendenti SEAS, un provvedimento che  non può essere liquidato come un semplice “slittamento tecnico”.
A mio avviso, è il segnale più chiaro di una crisi di liquidità.

Viene spontaneo chiedersi:

  • il rinvio degli stipendi è davvero un caso isolato o riguarda anche ipagamenti ai fornitori?
  • e soprattutto: si può considerare questo rinvio come una sorta diprestito a tasso zero che i lavoratori, loro malgrado, concedono alla società?

Ricordiamo che la SEAS è partecipata al 51% dal Comune di Savona, quindi la domanda è inevitabile:
è questo il modello di “sinistra” che riduce le disuguaglianze, facendo pagare ai dipendenti le inefficienze gestionali?

Nel silenzio generale, resta l’immagine di una società pubblica che chiede ai propri lavoratori di farsi banca.

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