Spotorno, spiagge libere contro stabilimenti: due petizioni, una città spaccata e il sostegno di Adiconsum al sindaco

A Spotorno la battaglia sulle spiagge entra nel vivo e assume ormai i contorni di uno scontro politico e sociale a tutto campo. La decisione del sindaco Mattia Fiorini di adeguare il Piano di utilizzo del demanio (Pud) alla soglia del 40% di arenili liberi, come previsto dalla normativa nazionale ed europea, ha acceso una polemica che non accenna a spegnersi.

Dopo la petizione promossa dai gestori dei bagni marini, nelle ultime ore ne è nata una seconda, di segno opposto, a sostegno delle spiagge libere e dell’impostazione scelta dall’amministrazione comunale. Due raccolte firme che fotografano una comunità divisa e una discussione che va ben oltre il perimetro di un singolo Comune.

La protesta dei balneari: «Così perdiamo tutto»

I concessionari colpiti dal nuovo Pud parlano di una scelta “calata dall’alto” e denunciano incertezza e mancanza di confronto. A rendere il clima ancora più teso è il fatto che, a oggi, pare  non esista un elenco ufficiale e scritto degli stabilimenti destinati a sparire, ma solo slide presentate in Comune e ricostruzioni informali tra gli operatori.

I balneari contestano anche la narrazione dell’amministrazione, che rivendica di aver salvaguardato 40 imprese su 41, sottolineando invece le conseguenze economiche e personali per chi perderà la concessione: investimenti non recuperabili, mutui da pagare, famiglie coinvolte.

La contro-petizione: «Il mare è di tutti»

Ma accanto alla mobilitazione dei concessionari, cresce anche un fronte opposto. Cittadini e associazioni hanno avviato una petizione a favore delle spiagge libere, sostenendo che l’adeguamento al 40% rappresenti non una penalizzazione, ma un riequilibrio nell’interesse collettivo.

Un fronte che nelle ultime ore ha incassato un appoggio pesante: quello di Adiconsum.

Adiconsum: «Scelta coraggiosa, non inchinarsi alla lobby»

Netto il giudizio di Stefano Salvetti, responsabile nazionale Adiconsum per le spiagge libere e referente regionale di Mare Libero, che parla apertamente di “coraggio politico”.

Secondo Adiconsum, la decisione di Spotorno va nella direzione indicata dall’Europa e dalla direttiva Bolkestein: fine delle rendite di posizione e maggiore accesso al mare come bene comune. Salvetti invita tutti i Comuni costieri liguri – 21 su 64 ancora sotto la soglia di legge – a rivedere i propri Piani di utilizzo del demanio.

Il confronto con altri Paesi europei è impietoso: in Francia e Spagna l’80% delle spiagge è libero, senza problemi di sicurezza o degrado. Al contrario, sostiene Adiconsum, meno spiagge libere significano più affollamento, più criticità e meno diritti per i cittadini.

Una scelta che divide, ma non più isolata

A Spotorno, dunque, la discussione non è più solo tra Comune e balneari. È diventata uno scontro di visioni: da una parte la tutela degli investimenti privati, dall’altra il principio che il mare debba tornare accessibile a tutti.

Le due petizioni raccontano una frattura evidente, ma il sostegno di Adiconsum rompe l’isolamento politico del sindaco Fiorini e sposta il dibattito su un piano più ampio: non una guerra contro i balneari, ma una ridefinizione delle regole del gioco.

Il confronto è destinato a proseguire, tra ricorsi annunciati, accessi agli atti e mobilitazioni contrapposte. Una cosa però è ormai chiara: a Spotorno il tema delle spiagge non è più solo una questione estiva, ma un banco di prova politico sul significato stesso di “bene comune”.

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