Oggi a Spotorno approda in Consiglio comunale la bozza del discusso Pud – Piano di utilizzo degli arenili, da settimane al centro di un acceso scontro politico e cittadino.
Il provvedimento ha profondamente diviso il paese. Da una parte l’amministrazione guidata dal sindaco Mattia Fiorini, che rivendica la scelta di portare le spiagge libere e libere attrezzate al 40% del litorale, rispetto all’attuale 18,78%, attraverso la cancellazione di nove stabilimenti balneari. Una decisione presentata come un riequilibrio dell’accesso al mare e un adeguamento agli indirizzi regionali e nazionali.
Dall’altra parte si è formato un fronte contrario composto da balneari, opposizioni locali e parte del mondo politico regionale, secondo cui gli oltre 800 metri lineari di spiagge libere previsti sarebbero difficili da gestire e rischierebbero di favorire un turismo “mordi e fuggi”, ritenuto poco compatibile con il modello turistico di Spotorno. I concessionari contestano inoltre la capacità organizzativa del Comune nel garantire servizi e controllo delle nuove aree.
Durante l’assemblea pubblica del 28 gennaio scorso è stata consegnata al sindaco una petizione contraria al Piano, sottoscritta da circa 3.500 cittadini. Critiche sono arrivate anche dai consiglieri regionali di centrodestra Angelo Vaccarezza, Sara Ripamonti e Brunello Invernizzi, oltre che dai gruppi di minoranza consiliare Insieme per Spotorno e Noi per Spotorno che Vorrei, che contestano soprattutto il metodo seguito dalla maggioranza, ritenuto poco partecipato.
Nonostante le tensioni e alcune modifiche apportate alla bozza nelle ultime settimane, Fiorini tira dritto e porta oggi il Piano in aula. Sullo sfondo resta però l’incognita del referendum consultivo, di cui è già stata avviata la verifica di ammissibilità, che chiede la sospensione dell’attuazione del Pud fino al 30 dicembre 2027.
Il voto di questa sera segnerà quindi solo una tappa di una partita politica e sociale destinata a proseguire ancora a lungo.






