
La vicenda della spiaggia gestita dalle Suore della Carità di Santa Maria torna alla ribalta nazionale dopo essere già stata al centro del dibattito a Spotorno nei mesi scorsi. La protesta delle religiose contro la decisione del Comune di mettere a gara la concessione balneare è stata raccontata anche da la Repubblica, ma il cuore della questione resta quello già spiegato dall’amministrazione comunale: non una scelta contro le suore, bensì l’applicazione delle norme previste dalla direttiva Bolkestein e del nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD).
Il sindaco Mattia Fiorini rivendica la decisione ricordando che Spotorno era tra i Comuni liguri con la minore percentuale di spiagge libere, appena il 3,5%, e che il nuovo PUD porterà tale quota al 40%, come previsto dalla normativa regionale. Tutte le concessioni dovranno quindi essere assegnate tramite gara pubblica.
Fiorini respinge però l’accusa di voler penalizzare le religiose. Anzi, sostiene di aver scelto la soluzione più favorevole per loro. Invece di trasformare l’arenile in spiaggia libera, che avrebbe comportato la chiusura dell’accesso diretto dal loro complesso alla battigia, il Comune ha optato per una spiaggia libera attrezzata. In questo modo le suore potranno partecipare al bando per la gestione dei servizi e continuare, se risulteranno vincitrici, a operare sull’arenile.
Il sindaco ricorda inoltre che la particolare categoria dei cosiddetti “bagni di beneficenza”, alla quale le religiose fanno riferimento, non esiste più nell’attuale normativa. La concessione della spiaggia delle suore risulta infatti essere, a tutti gli effetti, una normale concessione balneare con ombrelloni e lettini a pagamento, e come tale deve seguire le nuove regole previste dalla legge.
L’amministrazione punta ora a evitare uno scontro legale, mantenendo aperto il dialogo con la congregazione. Le gare per le concessioni dovrebbero essere pubblicate tra ottobre e novembre, con le assegnazioni previste nei primi mesi del 2027.






