Spotorno, il giorno in cui qualcuno ha deciso che i poveri al mare sono un problema

Il consigliere Spiga

Ci sono discussioni politiche che dividono. E poi ci sono interventi che dovrebbero far riflettere tutti, al di là dell’appartenenza politica.

Nel Consiglio comunale di Spotorno dedicato al nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo è andata in scena una delle pagine più amare degli ultimi anni.

Il consigliere comunale di opposizione Salvatore Massimo Spiga, nel tentativo di sostenere una visione di turismo riservata a chi ha maggiore capacità di spesa, è arrivato a pronunciare parole che lasciano sgomenti. Nel corso del suo intervento ha descritto come indesiderabili le famiglie che raggiungono Spotorno per trascorrere una giornata sulle spiagge libere, ha parlato di un “mercato basso”  con frasi davvero sconcertanti.

Parole che ognuno potrà ascoltare direttamente nell’audio allegato in fondo a questo articolo.

Non serve alcun commento particolare. Basta ascoltare.

Per qualcuno il problema non sarebbe la carenza di servizi, il traffico o il sovraffollamento estivo. Il problema sembrano essere le persone con meno possibilità economiche.

Famiglie che magari fanno sacrifici tutto l’anno per regalare ai propri figli una giornata di mare.

Persone che pagano autostrada, carburante, treno, parcheggio, pranzo, gelato e che contribuiscono comunque all’economia del territorio.

Eppure, secondo quella visione, non rappresenterebbero il turismo giusto.

Per fortuna il sindaco ha risposto con fermezza, ricordando un principio che dovrebbe essere scontato in uno Stato civile: non si sta discutendo di quale categoria sociale sia gradita, ma dell’applicazione di un diritto.

Le spiagge libere non sono un regalo dell’amministrazione comunale.

Sono un bene pubblico.

Sono previste dalla legge regionale.

E soprattutto appartengono a tutti.

Il mare non può diventare un privilegio riservato a chi può permettersi centinaia di euro per uno stabilimento balneare o una vacanza in hotel.

La qualità del turismo non si misura dal conto in banca dei visitatori.

Si misura dalla qualità dei servizi, dell’accoglienza e dalla capacità di una comunità di rispettare tutti.

Le idee politiche sono tutte legittime.

Ma quando si arriva a far passare il messaggio che chi ha meno soldi sia un turista di serie B, o addirittura un problema da allontanare dalle spiagge, allora non siamo più di fronte a una normale divergenza amministrativa.

Siamo di fronte a una concezione della società che merita di essere discussa e giudicata dall’opinione pubblica.

L’audio della seduta è lì, a disposizione di tutti.

Ascoltatelo

E poi fatevi un’idea

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