Situazione politica a Savona tra ambizioni personali e scenari incerti

Dopo la batosta dell’amministrazione per la sconfitta al concorso Capitale della cultura, la politica savonese torna ad agitarsi. Il sindaco Marco Russo, sempre più accentratore e poco incline a ricevere critiche costruttive, sembra aver impostato la sua amministrazione su una squadra di assessori deboli e politicamente imbarazzanti, funzionali unicamente a non metterlo in ombra. Una scelta che ha penalizzato la città e che ora si ripercuote sugli equilibri futuri del centrosinistra.

Con il sindaco che, come si vocifera, potrebbe puntare a un incarico a livello nazionale anziché ricandidarsi alle prossime elezioni comunali, si apre il dibattito su chi potrebbe essere il suo successore nel centrosinistra. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello della vicesindaco Elisa Di Padova, che avrebbe il sostegno del Partito Democratico, sebbene i rapporti con il partito si siano raffreddati a causa delle molte scorrettezze subite da Russo. Questo potrebbe complicare il percorso verso una candidatura solida e vincente.

Dall’altra parte, l’opposizione appare dormiente. Franco Orsi ha ragione nel sostenere che, allo stato attuale, non ci sono le condizioni per una vittoria del centrodestra, ma il vero problema sembra essere la volontà stessa della coalizione di giocarsi seriamente la partita elettorale. Eppure, le condizioni per una sfida competitiva ci sarebbero, soprattutto se emergesse una proposta credibile e innovativa, magari di natura civica.

Non è escluso che una parte dello stesso PD, ormai stanco della gestione Russo, possa guardare con interesse a un’alternativa più ampia e trasversale. Il futuro politico di Savona resta quindi incerto, in attesa di nuove alleanze e di volti capaci di riportare un vero dibattito politico in città.

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