Siccità, il Savonese entra in pre-allarme: l’acqua non può più essere sprecata

La siccità non è più un’eccezione estiva: nel Savonese sta diventando una condizione con cui fare i conti ogni anno. Dopo settimane di caldo intenso e quasi totale assenza di piogge, i Comuni iniziano a intervenire con ordinanze e inviti al risparmio idrico.

Osiglia, con il suo lago che resta una sentinella fondamentale per l’alta Val Bormida, ha già adottato misure preventive contro gli sprechi. Il livello dell’invaso, per ora, non desta allarme, ma il quadro dei torrenti è ben diverso: il Bormida ha portate ridottissime e in alcuni tratti è addirittura in secca. Un segnale che dovrebbe preoccupare ben più di una fontana chiusa o di un prato non annaffiato.

A Sassello, nelle frazioni di Alberola, La Carta, Palo, Pratovallarino e Chiappuzzo, la carenza idrica e un guasto alla rete hanno imposto il divieto di utilizzo potabile dell’acqua. Per riempire i serbatoi sono dovuti intervenire mezzi di emergenza: vigili del fuoco e protezione civile. A Mioglia era già scattata, a fine luglio, un’ordinanza per limitare gli usi non essenziali.

Anche sulla costa cresce l’attenzione. Varazze e Celle Ligure invitano a evitare irrigazione di orti e giardini, lavaggio di veicoli e riempimento di piscine; a Celle le prime difficoltà si registrano già nelle frazioni collinari di Sanda e Terrabianca. Ordinanze analoghe sono in vigore a Loano, Boissano, Borgio Verezzi, Ceriale e Laigueglia, con multe fino a 500 euro per chi spreca acqua potabile.

Andora, dopo le gravi crisi dell’acqua salata del 2022 e 2023, oggi può contare sul collegamento con l’acquedotto del Roja e su nuovi serbatoi. È la dimostrazione che gli investimenti sulle reti idriche non sono un lusso, ma una necessità.

Risparmiare acqua è doveroso per cittadini, turisti e attività economiche. Ma non basta scaricare tutto sui comportamenti individuali: servono manutenzione delle reti, riduzione delle perdite, invasi ben gestiti e una programmazione seria. Perché aspettare l’autobotte davanti al serbatoio comunale per accorgersi che l’acqua è una risorsa limitata sarebbe, ancora una volta, il solito modo italiano di affrontare i problemi: tardi e in emergenza.

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