E l’assessore tira fuori ancora una volta le stesse spiegazioni
Ancora una volta, al rientro dalle vacanze natalizie, nelle scuole di Savona si ripresenta un problema che ormai non può più essere liquidato come un imprevisto. All’istituto Astengo, il guasto all’impianto di riscaldamento ha costretto alla chiusura delle lezioni e al rientro anticipato degli studenti, con temperature nelle aule scese sotto i 12 gradi.
La mattinata è iniziata come tante altre: bambini e alunni regolarmente in classe. Poi, con il passare delle ore e il freddo che non accennava a diminuire, è scattato il caos organizzativo. Le famiglie sono state contattate una a una per riportare a casa i figli, mentre una ventina di studenti sono rimasti a scuola fino al pomeriggio, in attesa che qualcuno potesse recuperarli. Un disagio evitabile, che ha colpito famiglie, insegnanti e personale scolastico.
Il punto più contestato, ancora una volta, non è solo il guasto in sé, ma la mancanza di verifiche preventive. Dopo oltre due settimane di stop degli impianti, nessun controllo approfondito avrebbe individuato criticità prima della riapertura? Una domanda che ritorna puntuale ogni anno, insieme alle stesse giustificazioni.
A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Parodi, che ha richiamato cause ormai note: problemi legati alla riaccensione degli impianti dopo le festività, guasti che emergono solo con la presenza di studenti e personale, sbalzi termici che avrebbero danneggiato le tubazioni. Una spiegazione tecnica che però suona sempre più come un disco rotto, soprattutto perché si ripresenta con impressionante regolarità.
Secondo l’assessore, per individuare la perdita sarebbe stato necessario intervenire con demolizioni edili e ordinare pezzi di ricambio, con la promessa di un ritorno alla normalità entro breve. Ma intanto le lezioni sono saltate e la scuola è stata chiusa con ordinanza sindacale, nel rispetto delle normative che impongono una temperatura minima di 20 gradi nelle aule.
Problemi minori si sono registrati anche in altri plessi cittadini, come alle Pertini-Colombo, dove però si è riusciti a proseguire l’attività didattica. Resta però il dato politico e amministrativo: ogni gennaio, a Savona, il freddo nelle scuole non è un’eccezione, ma una consuetudine.
E quando un problema si ripete ciclicamente, non può più essere definito imprevedibile. Le “solite spiegazioni” forse bastano per una conferenza stampa, ma non per tranquillizzare famiglie e studenti che, anno dopo anno, si ritrovano a pagare il prezzo di una gestione che sembra sempre rincorrere le emergenze, invece di prevenirle.






