Savona, un anno di porta a porta: i numeri sorridono, i topi pure

Dal 70 al 71% di raccolta differenziata. Ma tra autocelebrazioni, rifiuti abbandonati e ospiti indesiderati nei mastelli, la realtà appare meno brillante delle statistiche.

Mastello con ospite

A un anno dall’introduzione del porta a porta, Savona si trova davanti al primo vero bilancio di una delle trasformazioni più discusse degli ultimi decenni nel settore dei rifiuti. I numeri diffusi da Sea-S parlano chiaro: raccolta differenziata al 71%, oltre 10 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati in meno, migliaia di tonnellate di CO₂ risparmiate e una città entrata ufficialmente nell’élite dei cosiddetti “Comuni ricicloni”.

Sulla carta sembra quasi un miracolo ambientale.

Peccato che la vita quotidiana dei savonesi racconti una storia un po’ diversa.

L’amministratore delegato di Sea-S, Stefano Valle, rivendica i risultati raggiunti nonostante le difficoltà iniziali: territorio complesso, necessità di riorganizzare il personale, cittadini poco collaborativi. Tutto vero. Ma nello stesso bilancio emergono anche dati che raccontano un’altra faccia della medaglia: circa 4.000 chili di rifiuti abbandonati ogni giorno, oltre 400 verbali elevati in pochi mesi e ben 5.000 avvisi lasciati dagli operatori per conferimenti errati.

Tradotto: se il sistema funziona, una parte significativa della popolazione continua a utilizzarlo male.

E qui nasce il primo interrogativo.

Quando il porta a porta partì, già dopo poche settimane si parlava di una raccolta differenziata prossima al 70%. Oggi, dopo un anno intero di sacrifici, nuove abitudini, mastelli sui marciapiedi e polemiche infinite, la percentuale è salita appena al 71%.

Un cittadino, nei commenti, riassume la questione con una battuta tagliente:

“Il famoso 70% a un mese dall’inizio del porta a porta è diventato il 71% dopo un anno. Qua o siamo noi che non sappiamo buttare la spazzatura o hanno fatto male i conti”.

Una provocazione che fotografa bene il clima di diffidenza che continua a circondare il nuovo sistema.

Ma più dei numeri, a fare discutere è spesso il decoro urbano.

Perché mentre i comunicati parlano di economia circolare e sostenibilità, molti cittadini continuano a fare i conti con mastelli ribaltati dal vento, sacchetti sparsi sui marciapiedi e bidoni che nei giorni di raccolta trasformano le strade in percorsi a ostacoli. Problemi che la stessa Sea-S riconosce apertamente.

E poi ci sono gli “ospiti”.

La fotografia circolata sui social in questi giorni mostra infatti un topo all’interno di un mastello. Un’immagine che ha inevitabilmente alimentato nuove polemiche e ironie. La didascalia è lapidaria:

“Tante belle parole ma i mastelli hanno gli ospiti”.

Naturalmente un singolo episodio non basta per dimostrare un problema generalizzato, ma è altrettanto vero che immagini del genere hanno un impatto molto più forte di qualsiasi tabella statistica.

Alla fine il vero nodo resta sempre lo stesso: la differenziata si misura con le percentuali, ma il consenso dei cittadini si misura con quello che vedono ogni giorno sotto casa.

E se da Palazzo e dagli uffici di Sea-S arrivano comunicati trionfalistici, una parte della città continua a chiedersi se il successo raccontato dai numeri corrisponda davvero alla realtà vissuta nei quartieri.

Perché tra il Savona delle statistiche e il Savona dei marciapiedi, dei mastelli e dei topi, la distanza appare ancora piuttosto significativa.

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