Altro che rivoluzione ecologica. A Savona, la nuova raccolta differenziata si sta trasformando in un incubo urbano. Da settimane i cittadini segnalano ovunque sacchetti abbandonati, mastelli rovesciati, bidoni scomparsi o stracolmi. Marciapiedi trasformati in discariche improvvisate, gabbiani e ratti che banchettano indisturbati. Una città ormai soffocata dalla spazzatura, mentre le rassicurazioni istituzionali suonano sempre più come parole vuote.
A lanciare l’allarme, ora, è anche Francesco Cozzi, Difensore civico della Liguria, che ha scritto a SEAS e al sindaco Marco Russo per chiedere maggiore attenzione e tempi più adeguati, al fine di evitare il rischio di problemi igenici, di esclusione o penalizzazione per fasce fragili della popolazione.
SEAS, pur riconoscendo i disagi, mantiene un tono ottimista e parla di una “fase di rodaggio”. L’azienda, almeno, ci mette la faccia. L’amministrazione comunale, invece, tace. Il sindaco Marco Russo – solitamente così loquace – ora preferisce il silenzio, nel pieno di una crisi d’immagine che cresce giorno dopo giorno. E l’assessore Pasquali, nel frattempo, sta diventando il capro espiatorio di una situazione che appare ormai fuori controllo.






