Se c’è un filo che lega molte delle inchieste degli ultimi anni è quello degli affari. Non quelli che fanno rumore, ma quelli che si muovono sotto traccia: rifiuti ed energia. Due settori apparentemente lontani, ma accomunati da una caratteristica fondamentale — muovono ingenti risorse economiche e richiedono sistemi di controllo complessi e articolati.
Ed è proprio in questi contesti che possono trovare spazio tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata anche in provincia di Savona
Il ciclo dei rifiuti: dove tutto si mescola
Non è una novità. Il settore dei rifiuti è da tempo considerato tra quelli più esposti a possibili infiltrazioni.
Il problema non è solo lo smaltimento, ma l’intero ciclo: raccolta, trasporto, trattamento, discariche, fino ai progetti per la chiusura del ciclo con impianti come gli inceneritori.
Negli anni, diverse vicende hanno acceso i riflettori su:
- traffici e gestione opaca di rifiuti speciali
- accumuli sospetti in siti industriali dismessi
- pressioni economiche legate ad appalti e subappalti
Il meccanismo, più volte descritto in inchieste giudiziarie e analisi di settore, è quello di aziende formalmente regolari che, sfruttando zone grigie normative e dinamiche di mercato, riescono a inserirsi nel sistema.
E quando si parla di rifiuti, il rischio di derive illegali — dal mancato rispetto delle norme fino allo smaltimento irregolare — è un elemento che le autorità monitorano da anni.
L’eolico: la nuova frontiera
Negli ultimi anni si è aperto un nuovo fronte: quello dell’energia rinnovabile, in particolare l’eolico.
La transizione energetica, necessaria e inevitabile, sta portando investimenti rilevanti anche nell’entroterra savonese. Progetti di parchi eolici tra Val Bormida e aree appenniniche, autorizzazioni, concessioni e connessioni alla rete delineano un sistema complesso, dove si intrecciano interessi pubblici e privati.
In questo contesto, come segnalato in diversi rapporti istituzionali a livello nazionale, non si esclude il rischio di:
- acquisizione di terreni strategici da parte di soggetti opachi
- intermediazioni poco trasparenti
- utilizzo di società schermate
- pressioni sulle filiere locali (trasporti, movimento terra, forniture)
Si tratta di dinamiche già emerse in altri contesti, che rendono necessario mantenere alta l’attenzione.
Val Bormida: territorio sensibile
Non è un caso che molte attenzioni si concentrino sulla Val Bormida. Un territorio segnato da una storia industriale complessa, con aree da bonificare e oggi al centro di nuovi progetti ambientali ed energetici.
Qui si sovrappongono:
- gestione dei rifiuti
- ipotesi di nuovi impianti
- progetti eolici
- attività logistiche
Una concentrazione che crea opportunità economiche, ma che richiede strumenti di controllo adeguati per prevenire possibili criticità.
Il paradosso della transizione
La transizione ecologica rappresenta una sfida fondamentale. Tuttavia, senza adeguati sistemi di controllo e trasparenza, può esporre nuovi settori a rischi già noti.
Rifiuti ed energia rinnovabile dovrebbero rappresentare innovazione e sostenibilità. Ma, come dimostrato da esperienze in diversi contesti, la complessità dei processi può rendere più difficile intercettare eventuali anomalie.
Politica e controlli: il nodo irrisolto
Il tema non è solo investigativo, ma anche amministrativo:
- gare complesse e spesso al massimo ribasso
- controlli distribuiti tra più enti
- tempistiche lunghe
- forte pressione economica sui territori
In questo scenario, il rischio non è necessariamente quello di infiltrazioni evidenti, ma di presenze difficili da individuare senza strumenti adeguati e coordinati.
Una partita ancora aperta
La provincia di Savona si trova oggi davanti a una sfida delicata: gestire due settori strategici garantendo trasparenza e legalità.
Il rischio non è solo ambientale o economico, ma anche sociale. Per questo, come sottolineato più volte da osservatori e autorità, la prevenzione e il controllo restano elementi centrali.
Perché, più che inseguire i problemi, la vera sfida è evitarli.






