
2025: il grande annuncio… e la realtà sotto gli ombrelloni (abusivi)
L’anno scorso il copione era già scritto. Il Comune annunciava interventi decisi contro il caos delle spiagge libere:
- stretta sui bus turistici “low cost”
- controlli rafforzati della polizia locale
- trasformazione delle spiagge libere in libere attrezzate
- monitoraggio delle aree critiche
Sulla carta, un piano quasi da manuale. Nella realtà, una cartolina ben diversa.
Per tutta l’estate 2025, il litorale savonese è stato preso d’assalto: decine di pullman nei weekend, migliaia di persone scaricate direttamente sulla sabbia, senza alcuna reale gestione. Le conseguenze le hanno viste tutti — e soprattutto le hanno subite i savonesi:
- accampamenti improvvisati
- commercio abusivo di cibo e bevande
- affitto illegale di sdraio e ombrelloni
- rifiuti ovunque
- e, dettaglio non proprio secondario, spiagge trasformate in latrine a cielo aperto
Altro che “decoro urbano”. Più che un piano straordinario, è sembrata una resa ordinaria.
2026: stesso problema, nuove parole
Ed eccoci a maggio 2026. Cambia l’anno, ma il film è lo stesso. Palazzo Sisto rilancia:
- ordinanza per limitare i bus turistici
- collaborazione con l’Autorità Portuale
- più illuminazione sulle spiagge
- vigilanza privata contro i bivacchi
- nuovi bandi per la gestione delle concessioni
Letto così, sembra quasi un aggiornamento software: versione 2.0 dello stesso programma che nel 2025 non ha funzionato.
La novità? Le “canne da pesca” alle Fornaci che tornano a illuminare l’arenile dopo anni di buio. Una metafora perfetta: prima si lascia tutto al buio, poi si accende la luce e si spera che il problema sparisca.
Il nodo vero: gestione o narrazione?
Il punto non è se le misure siano giuste o sbagliate. Il punto è un altro: perché dovrebbero funzionare oggi se ieri non hanno funzionato?
Nel 2025 si parlava già di:
- limitare i pullman
- controllare gli accessi
- presidiare le aree critiche
Eppure nulla ha impedito l’assalto estivo.
Nel 2026 si riparte con:
- nuove ordinanze
- più controlli
- vigilanza privata
Ma senza una risposta chiara alla domanda fondamentale: chi controlla davvero e come?
Perché il problema non è solo il turismo “mordi e fuggi”. È l’assenza di una gestione strutturata:
- aree senza servizi adeguati
- controlli insufficienti o discontinui
- regole che esistono solo nei comunicati stampa
Sicurezza o spostamento del problema?
Un altro rischio è evidente: limitare i bus in alcune zone significa davvero risolvere il problema o semplicemente spostarlo altrove?
“Verranno indirizzati altrove”, si dice. Ma dove? E con quali effetti su altri tratti di costa?
Perché il confine tra gestione e scaricabarile è sottile.
Estate 2026: svolta o replica?
La vera domanda resta sospesa, come ogni anno:
questa volta sarà diverso?
Oppure ci ritroveremo a settembre a raccontare la stessa storia:
- spiagge sovraffollate
- degrado diffuso
- controlli insufficienti
- cittadini esasperati
Con un’unica certezza: a maggio 2027, nuove promesse.
A Savona ormai il problema non è più l’emergenza sulle spiagge.
È la ciclicità delle promesse.
E quella, per ora, non sembra avere alcuna ordinanza in grado di limitarla.
