A Savona torna una parola che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere bene: accordo in via di firma. Questa volta riguarda l’asfaltatura delle strade percorse dai mezzi pesanti diretti al porto, nell’ambito del progetto del cosiddetto “Ultimo miglio”, cioè gli interventi per migliorare il collegamento tra porto, autostrada e viabilità urbana.
L’annuncio è arrivato dall’assessore Francesco Rossello durante un incontro con il comitato di quartiere di Legino: l’Autorità di Sistema Portuale si farebbe carico della manutenzione del manto stradale lungo la direttrice tra il casello di Zinola, corso Ricci, Miramare e la rotatoria di accesso al porto. Una notizia che, sulla carta, appare quasi ovvia: se il traffico portuale consuma le strade cittadine, è ragionevole che il sistema portuale contribuisca alla loro manutenzione.
Il problema, però, non è l’idea. È la credibilità degli annunci.
Come spesso accade nella politica savonese, la maggioranza ha scelto di comunicare l’intesa prima che l’accordo sia effettivamente firmato. E in una città dove i rapporti tra Comune e Autorità Portuale non sono mai stati semplici né lineari, la prudenza sarebbe stata forse più saggia dell’entusiasmo.
C’è poi un elemento politico non secondario: l’annuncio arriva dallo stesso assessore che da tre anni continua a promettere soluzioni per la spiaggia sotto il Priamar, una vicenda che nel frattempo è rimasta sospesa tra annunci, progetti e rinvii. Questo inevitabilmente alimenta scetticismo tra i cittadini, che hanno imparato a distinguere tra dichiarazioni e risultati concreti.
Il traffico pesante legato al porto rappresenta da sempre uno dei nodi strutturali della città. I tir attraversano quartieri abitati, consumano il fondo stradale e contribuiscono a peggiorare la qualità della mobilità urbana. L’asfaltatura delle strade è certamente utile, ma non risolve il problema di fondo: l’impatto del porto sulla città e la mancanza, da anni, di soluzioni infrastrutturali definitive.
Il progetto “Ultimo miglio”, inserito nella programmazione dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale e collegato all’accordo di programma del 2025 con i Comuni del comprensorio, dovrebbe servire proprio a questo: migliorare i collegamenti tra porto, A10 e viabilità locale, riducendo l’impatto dei mezzi pesanti. Ma tra i documenti e la realtà quotidiana delle strade savonesi c’è spesso una distanza che i cittadini conoscono bene.
Per questo, più che l’ennesimo annuncio, Savona ha bisogno di vedere una firma, un cronoprogramma e soprattutto i lavori. Solo allora si potrà parlare di un passo avanti reale.
Fino ad allora, l’asfalto resta una promessa — l’ennesima — stesa più nelle dichiarazioni che sulle strade.






