Savona, la comunicazione si rafforza (anche nello stipendio): 15 mila euro annui allo staff del sindaco

C’è un principio non scritto ma ben radicato nella pubblica amministrazione: a parità di categoria, trattamenti economici simili.

Poi ci sono le eccezioni. E fanno rumore.

Con la delibera del 27 marzo 2026 , la giunta comunale di Savona ha rideterminato il compenso accessorio per una figura dell’ufficio di staff del sindaco con funzioni di comunicazione istituzionale, fissandolo in 15.000 euro annui.

Una ufficiale, nero su bianco.

Cosa cambia davvero

La delibera prevede che questo importo:

  • sostituisca le voci accessorie previste dal contratto (straordinari, produttività, ecc.)
  • si aggiunga allo stipendio base previsto per l’Area Istruttori
  • sia motivato dall’aumento delle responsabilità e della complessità del ruolo

Il tutto nel quadro dell’articolo 90 del TUEL, che consente questo tipo di trattamento per il personale di staff politico.

La motivazione ufficiale

L’amministrazione parla di:

  • comunicazione multicanale
  • gestione dei social istituzionali
  • coordinamento della struttura comunicativa
  • maggiore disponibilità anche fuori orario e nei festivi

Una descrizione che punta a sottolineare la crescita del ruolo e la sua centralità nell’azione amministrativa.

Il punto politico

Fin qui, gli atti.

Poi c’è la lettura politica, inevitabile.

Perché questo intervento economico arriva in una fase in cui la comunicazione pubblica — tra social, aggiornamenti continui e narrazione dell’attività amministrativa — assume un peso sempre più rilevante.

E allora la domanda diventa legittima: si tratta di un adeguamento tecnico o di una scelta che riflette una precisa priorità politica?

Un equilibrio che fa discutere

Il nuovo compenso porta la retribuzione complessiva della figura su livelli sensibilmente superiori rispetto alla media dei dipendenti della stessa categoria, pur nel rispetto delle norme che regolano gli uffici di staff.

Ed è qui che si apre il tema vero.

Non la legittimità dell’atto — che c’è.
Non il ruolo — che è previsto.

Ma l’equilibrio complessivo all’interno dell’ente:

  • tra funzioni operative e comunicazione
  • tra lavoro interno e rappresentazione esterna
  • tra priorità amministrative e priorità politiche

La delibera è chiara, formalmente corretta, tecnicamente motivata.

Ma resta una scelta. E come tutte le scelte, racconta una visione.

A Savona, oggi, quella visione sembra dire una cosa precisa: la comunicazione non è più un supporto. È diventata una leva centrale.

E quando una leva diventa centrale, inevitabilmente… costa di più.

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