Savona Fratelli d’Italia sembra aver trovato la propria fonte d’ispirazione politica: Forza Italia, quella delle origini. Non proprio una copia conforme, certo: più che il Milan, al massimo una squadra di calcetto; più che Arcore, qualche sala riunioni con bandiere, volantini e fotografie di rito. Ma l’impostazione, a guardarla bene, è quella.
Del resto, ai vertici del partito savonese ci sono persone che quella stagione politica l’hanno conosciuta bene. E allora ecco tornare il gusto per i circoli — che una volta si chiamavano club, ma il concetto è lo stesso —, per i gadget, gli slogan ripetuti come formule magiche, l’inno di partito, le pose da grande movimento nazionale anche quando in provincia ci si accapiglia per una tessera, una candidatura o la presidenza di un circolo.
Cambiano i simboli, cambiano i colori, ma il metodo è familiare: costruire consenso attraverso la presenza, l’immagine, l’appartenenza e, perché no, un po’ di scenografia. La politica come rappresentazione permanente: prima la foto, poi il comunicato, quindi il post sui social. Se resta tempo, magari anche un’idea per Savona.
Si comincia inoltre a vedere qualche volto femminile, cosa certamente positiva. Anche se su questo terreno Forza Italia resta una corazzata difficilmente raggiungibile: dalle origini berlusconiane in poi ha fatto della presenza femminile un elemento centrale della propria immagine pubblica. Fratelli d’Italia, per ora, pare ancora alla fase del provino.
Il problema, però, è che per assomigliare davvero a Forza Italia delle origini non bastano circoli, inni, slogan e gadget. Manca la cosa principale: Silvio Berlusconi. Un leader capace di occupare la scena, parlare a mondi diversi, trasformare ogni comparsa pubblica in un evento e ogni crisi in una puntata di spettacolo nazionale.
A Savona possono anche cambiare il nome ai club, rispolverare le liturgie e tentare la via dell’allegria organizzata. Ma Berlusconi era irripetibile, nel bene e nel male. E senza un leader di quella statura, il rischio è di restare alla versione locale della nostalgia: una Forza Italia senza Forza, e soprattutto senza Italia.






