Savona, ex Autorità Portuale: sette anni di rudere in bella vista. Ora (forse) si muove qualcosa

Non è mai stato uno spettacolo edificante, quello del relitto bruciato dell’ex sede dell’Autorità Portuale piantato come un monito nel cuore della Darsena, proprio accanto a residenze, locali e ristoranti. Per anni, cittadini e turisti hanno avuto davanti agli occhi un rudere annerito che sembrava dire: “Benvenuti a Savona, capitale del degrado pianificato”.

Eppure, il sindaco Marco Russo aveva tenuto per sé il ruolo di interlocutore diretto con l’Autorità Portuale. Una mossa che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto accelerare la soluzione del problema. Sette anni dopo l’incendio che devastò l’edificio (ottobre 2018), finalmente qualcosa si muove: è iniziata la bonifica interna, con le operazioni di svuotamento di materiali danneggiati avviate il 12 maggio scorso.

Sette anni per togliere macerie e cartongesso. Venticinque tonnellate di materiale combusto già rimosso, il tutto con tanto di insacchettamento regolamentare, stoccaggio, e conferimento in discarica. Sembra una scena tratta da un documentario su Chernobyl, non un intervento in un’area urbanizzata del ponente ligure. E a proposito di “accelerazioni”, solo ora si sta pensando alla gara per la progettazione del nuovo edificio.

Ci si chiede cosa sia successo in questi anni: perché l’amministrazione e l’Autorità di Sistema Portuale abbiano impiegato così tanto tempo per rimuovere un simbolo di incuria in pieno centro. La Darsena, si diceva un tempo, doveva essere il fiore all’occhiello del rilancio urbano savonese, e invece si è trasformata in un involontario monumento al ritardo burocratico.

Il rudere carbonizzato ha fatto da sfondo a decine di conferenze stampa, aperitivi istituzionali, passerelle elettorali. Tutti lo vedevano, nessuno lo toccava. Adesso finalmente si parla di recupero. Ma a Savona, dove ogni progetto viene annunc(i)ato almeno tre volte prima di iniziare, meglio andarci cauti.

 Le operazioni sono iniziate, e va dato atto a chi oggi sta smuovendo le macerie. Ma sette anni per partire con una bonifica in un’area così visibile e strategica raccontano molto più delle parole su quanto conti davvero la “qualità urbana” nel lessico politico savonese.

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