A Savona arriva il drone comunale. Finalmente anche Palazzo Sisto avrà il suo occhio nel cielo. Un piccolo velivolo tecnologico pronto a sorvolare la città per controllare cantieri, monitorare il territorio, fotografare dissesti e magari, perché no, andare alla ricerca di qualche opera pubblica scomparsa dai radar.
L’annuncio è arrivato in questi giorni: il Comune ha acquistato un drone destinato al Settore Lavori Pubblici e Ambiente. Due tecnici hanno già ottenuto la certificazione necessaria per pilotarlo e presto il nuovo gioiellino tecnologico inizierà a volare sopra Savona.
Sulla carta le funzioni sono molteplici: controllo dei cantieri, rilievi topografici, verifica di abusi edilizi, monitoraggio del dissesto idrogeologico, mappatura del territorio e persino individuazione di discariche abusive.
Tutto molto bello.
La domanda che molti cittadini potrebbero porsi è però un’altra: il drone servirà anche a ritrovare gli operai scomparsi da alcuni cantieri cittadini?
Perché se c’è una tecnologia che potrebbe rivelarsi davvero rivoluzionaria a Savona è proprio questa. Dall’alto forse sarà più facile individuare qualche squadra dispersa tra Piazza Diaz, via Vanini, i ponti sul Letimbro o altre opere pubbliche finite nel misterioso triangolo delle Bermude amministrative.
L’assessore ai Lavori Pubblici Lionello Parodi spiega che il drone sarà utile per verificare lo stato degli edifici pubblici e monitorare varie attività sul territorio. Nessuno mette in dubbio l’utilità dello strumento. Del resto ormai i droni vengono utilizzati in tutta Italia da amministrazioni, Protezione Civile e forze dell’ordine.
A Savona però il drone rischia di trasformarsi in qualcosa di più: una sorta di inviato speciale volante.
Potrà sorvolare il Prolungamento per verificare dove finiranno i parcheggi promessi ai residenti. Potrà monitorare la crescita del famoso prato “sperimentale” dell’area canina di corso Ricci. Potrà persino controllare se qualche pista ciclabile, una volta terminata, venga finalmente aperta al traffico.
E non è escluso che possa essere impiegato per una missione ancora più difficile: cercare il fantomatico “porto elettrico” di cui si parla da anni e che ormai sembra appartenere alla stessa categoria delle creature leggendarie come il mostro di Loch Ness o lo Yeti.
Naturalmente il drone non risolverà da solo i problemi della città. Ma una cosa è certa: da oggi i savonesi potranno stare tranquilli. Se qualcosa non funziona a terra, almeno qualcuno potrà osservarla dall’alto.
Sempre che il drone riesca a trovare parcheggio per atterrare. A Savona, di questi tempi, nemmeno quello è scontato.






