Savona, capitale del vento… e dello scaricabarile.Dilettanti allo sbaraglio (con mastello volante)

C’è chi sognava di diventare Capitale della Cultura e chi, più realisticamente, ambisce al Trofeo “Scansa il Mastello”. Savona, sotto la guida di questa giunta, ha scelto la seconda opzione. E forse è stato un bene aver evitato figuracce a livello nazionale: immaginate cosa sarebbe successo con i bidoni in tour promozionale per l’Italia.

Gennaio 2026. Due giorni di vento — evento meteorologico sconosciuto fino a ieri, evidentemente — e la città si trasforma in un percorso a ostacoli. Mastelli che rotolano, plastica che vola, auto in slalom e cittadini che osservano la scena con lo stesso entusiasmo con cui si guarda una commedia degli equivoci. Solo che non è teatro: è amministrazione pubblica.

Il sindaco Marco Russo, improvvisamente colto da stupore istituzionale, dichiara che le scene sono “inaccettabili”. Già. Peccato che Savona sia una città di mare, ventosa da sempre, non un altopiano alpino scoperto per caso nel 2026. Ma la sorpresa è autentica, quasi commovente: “È vero che sono stati due giorni di burrasca, ma il vento non è un fatto eccezionale”. Traduzione: ce ne siamo accorti adesso.

Segue la frase-mantra di questa amministrazione: “stiamo affrontando una transizione molto complessa”. Complessa sì, ma soprattutto confusa, improvvisata e scaricata sistematicamente su qualcun altro. In questo caso su Sea-s, colpevole di non aver previsto che i bidoni, se non ancorati, con il vento… volano. Un’intuizione degna di Newton, ma con qualche secolo di ritardo.

L’assessore Barbara Pasquali precisa che “è da novembre che ne parliamo”. E infatti il risultato è sotto gli occhi di tutti: due mesi di discussioni, tavoli, transizioni e comunicati, per arrivare a catene, archetti e speranze. La sicurezza urbana affidata alla ferramenta.

Poi arriva la domanda che i cittadini fanno da mesi:
“E quindi?”
Domanda micidiale. Perché il Comune possiede il 51% della società. Non stiamo parlando di un’entità aliena, ma di una creatura di cui il Comune è azionista di maggioranza. Eppure il copione è sempre lo stesso: si bacchetta, si “striglia”, si prende le distanze. Governare, mai.

Nel frattempo i cittadini commentano. E lo fanno meglio di qualunque editoriale:

  • “Ce ne ha messo per capirlo… povera Savona come sei caduta in basso.”
  • “Il sindaco ogni tanto dà segni di vita: sarà per l’odore delle urne?”
  • “Stai a vedere che la colpa è dei cittadini.”
  • “Dopo sette mesi non vedo l’ora che arrivi la Tari.”

Ecco il punto. Dopo proclami trionfalistici sulla differenziata, minacce ai cittadini che sbagliano giorno di esposizione, slogan green e autocelebrazione, la realtà presenta il conto: vento + pioggia = caos. Una scoperta che, per chi vive a Savona, suona come una barzelletta mal riuscita.

Questa giunta governa così: tanto annuncio, poca previsione, zero autocritica. Quando va bene è colpa del vento, quando va male di Sea-s, quando va malissimo dei cittadini che “non capiscono la transizione”. Nel frattempo la città si arrangia, schiva i bidoni e perde fiducia.

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