Savona: Aurelia bis e Funivie, i due scandali gemelli

Savona ha un primato: nessun’altra città riesce a bloccare due opere strategiche contemporaneamente con tanta costanza.
Da una parte l’Aurelia Bis, dall’altra le Funivie Savona–San Giuseppe.
Due infrastrutture diverse, stessa diagnosi: immobilismo cronico.

Aurelia Bis: manca il 15%, ma sembra mancare la voglia

L’opera è all’85%, ma fermata come se fosse al 20%.
Gli stipendi di ottobre sono stati pagati, ANAS è intervenuta sugli arretrati, ma il cantiere resta bloccato: il Tribunale di Roma non ha ancora deciso sul futuro della ditta ICI.

Due imprese sono pronte a subentrare, il commissario Castiglioni le ha già individuate, ma tutto è congelato.
Intanto in cantiere restano 5 operai e 2 impiegati, parcheggiati a guardia di un’opera che è già lì, pronta quasi a respirare.

Savona osserva il traguardo, ma non riesce mai a tagliarlo.

Funivie: cinque anni di stop e una montagna di annunci

Dal 2019 l’impianto è fermo per lo smottamento che ha piegato i piloni.
Da allora: studi, protocolli, valutazioni, commissari, numeri ballerini (50 milioni? 200?) e zero certezze sul futuro.

Il commissario Bucci è stato nominato per sbloccare la situazione, ma al momento l’unica cosa che si muove sono… i comunicati.
Intanto resta la domanda che nessuno vuole affrontare:
ha ancora senso investire in un impianto nato per un modello industriale che non esiste più?

Ripamonti e la politica del “quasi fatto”

A rendere il quadro ancora più surreale ci pensa l ‘assessore Paolo Ripamonti, che da anni promette la “vicina soluzione” dell’Aurelia Bis e la “ripartenza imminente” delle Funivie.
Ogni volta una frase rassicurante, un “manca poco”, un “siamo a buon punto”, un “a giorni si sblocca”.

La politica di Ripamonti  del “quasi fatto” sta diventando il marchio di fabbrica: opera quasi conclusa, promessa quasi mantenuta, risposta quasi data.
Peccato che “quasi” non porti né auto sull’Aurelia Bis né merci sulle Funivie.

Due opere, un’unica maledizione

Mettile insieme ed esce l’immagine perfetta della città:
Savona vive circondata da infrastrutture quasi finite, mai finite.

  • Una strada che arriva al 15% dal traguardo ma si arena nei tribunali.
  • Una funivia immobile da sei anni, ingabbiata tra incertezza politica e costi schizofrenici.
  • Una classe dirigente che annuncia, promette, rassicura… e poi aspetta.

Savona merita di meglio

Non è più solo un problema tecnico: è un problema di visione, coraggio, gestione.
Una città non può restare prigioniera dei cantieri eterni né delle promesse morbide che evaporano al primo ostacolo.

Finché Aurelia Bis e Funivie restano ferme, resta ferma anche Savona.
E la sensazione è sempre la stessa: le opere ci sono, ma non arrivano mai a destinazione.

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