Savona, arrivano le multe per i rifiuti: Seas “punisce”, i cittadini insorgono

Da lunedì a Savona parte ufficialmente la stagione delle multe per chi conferisce i rifiuti in modo scorretto. Dopo un novembre passato a distribuire oltre 2.500 cartellini gialli, Seas annuncia il giro di vite: i “richiami” sono finiti, ora scatteranno le sanzioni.

Secondo l’amministratore delegato Stefano Valle, il controllo si è concentrato soprattutto sulla plastica: «È il materiale che più incide sul decoro urbano. Abbiamo trovato sacchi esposti nei giorni sbagliati e perfino rifiuti elettronici infilati dentro ai sacchi gialli». Per questo, spiega Valle, da un lato partirà una campagna specifica sui RAEE, dall’altro arriveranno le contravvenzioni per chi lascia i sacchi in strada fuori orario: «Ci sono utenti che, poche ore dopo il passaggio degli operatori, rimettono fuori la plastica. Risultato: il sacchetto resta giorni sul marciapiede e attira abbandoni di ogni genere».

A ciò si aggiunge il problema, ormai cronico, degli abbandoni vicino alle campane del vetro e persino nel letto del Letimbro, dove nei giorni scorsi sono stati trovati sacchi di rifiuti. Valle avverte: «Gli accertamenti con la polizia locale sono in corso e ricordiamo che, con le nuove normative, chi abbandona rifiuti rischia anche una denuncia penale».

Orsi all’attacco: “Seas e Comune predicano bene e razzolano male”

Se da un lato la società dei rifiuti si prepara a usare il pugno duro, dall’altro c’è chi vede in questa mossa l’ennesimo scaricabarile sui cittadini. È il caso del consigliere comunale Fabio Orsi (Pensiero Libero), che su LA STAMPA non risparmia critiche:
«Apprendiamo che Seas intende iniziare con le sanzioni dopo aver distribuito circa 2.500 cartellini gialli. Io, prima da cittadino e poi da consigliere, sono allibito».

Orsi fotografa una situazione che definisce paradossale: «Siamo alle porte dell’inverno con un servizio evidentemente carente, non solo nella raccolta ma anche nella pulizia e nel decoro urbano. L’idea che si arrivi a multare i cittadini prima che sia organizzato un sistema efficiente, con personale sufficiente, è inaccettabile».

Poi l’affondo politico:
«Si predica bene e si razzola male. E il Comune, socio di maggioranza di Seas, resta inspiegabilmente silente. Non ha voluto modificare il piano di raccolta prima di avviarlo, ha destinato fondi altrove, ha accettato discriminazioni tra quartieri. Ora sembra avallare l’idea che a pagare debba essere il cittadino, non la società che non riesce a svolgere in modo decoroso e puntuale il servizio per cui è pagata».

Il nodo vero: un servizio zoppo che chiede rigore assoluto ai cittadini

Che il sistema presenti falle ormai quotidiane è sotto gli occhi di tutti:
• sacchi non ritirati e rimasti per giorni in strada,
• carenze di personale segnalate dagli stessi operatori,
• calendari di ritiro che variano tra quartiere e quartiere creando disorientamento,
• abbandoni crescenti dovuti anche a un modello che molti considerano complicato e poco funzionale.

In questo contesto, l’arrivo delle multe rischia di alimentare frustrazione e conflitto, più che educazione ambientale.

Il messaggio di Seas è chiaro: “Il cittadino deve rispettare le regole”.
Ma la domanda che inevitabilmente si solleva è un’altra:
il servizio è oggi al livello necessario per pretendere rigore assoluto da chi lo subisce ogni giorno?

Perché se l’azienda appare immune da conseguenze e nessuno verifica davvero la qualità delle prestazioni, a pagare — come sempre — saranno solo i savonesi.

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