Momenti di panico, ieri pomeriggio, al luna park di Savona appena aperto per il periodo natalizio. Una festa che avrebbe dovuto portare atmosfera, luci e un po’ di serenità si è trasformata, ancora una volta, in un teatro di violenza. Un ragazzo di 16 anni è stato accoltellato in piazzale Eroe dei Due Mondi: un fendente improvviso, nel cuore del pomeriggio, davanti a famiglie, bambini e visitatori venuti a godersi le giostre.
Per fortuna – e solo per fortuna – il colpo si è fermato in superficie, senza raggiungere organi vitali. Ma la scena, brutale e improvvisa, ha fatto scattare il panico tra i presenti e ripropone, in modo drammatico, una domanda che Savona si pone ormai quasi ogni settimana: dov’è la sicurezza?
Savona tra violenze e degrado: una spirale che si ripete
Questo episodio non è un caso isolato. Da mesi la città è segnata da un’escalation di atti violenti:
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risse serali in darsena e sul lungomare,
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furti in attività commerciali e nelle auto,
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vandalismi in piazze, giardini e mezzi pubblici,
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aggressioni spuntate quasi quotidianamente nelle cronache.
Savona sembra essersi abituata a una routine disturbante: ogni giorno un fatto, ogni giorno un allarme, ogni giorno un nuovo episodio che alimenta quella percezione – ormai difficilmente definibile solo come tale – di insicurezza diffusa.
La risposta della giunta? “Sono percezioni”. Ma i fatti raccontano altro
Da Palazzo Sisto, però, si continua a ripetere il mantra rassicurante: “la situazione è sotto controllo”, “non esiste un’emergenza sicurezza”, “è solo percezione amplificata dai social”.
Peccato che i coltelli, le risse e i furti non siano percezioni, ma fatti. Che il sangue sul pavimento di una piazza non sia immaginazione collettiva. Che i cittadini non stiano vivendo un’allucinazione: stanno vivendo la città.
Ed è proprio questo negazionismo amministrativo che indigna di più: mentre crescono i casi, mentre le famiglie evitano certe zone, mentre i commercianti chiedono aiuto, l’amministrazione preferisce minimizzare, derubricare, rimandare, sdrammatizzare.
Un Natale che inizia male – e una città che chiede risposte vere
Il luna park natalizio doveva essere un’oasi festosa per grandi e piccoli. Invece l’apertura è stata macchiata da un atto di violenza che lascia molte domande e un grande timore: cosa succederà nei prossimi giorni, con migliaia di persone che frequenteranno l’area? Quali misure preventive verranno adottate? Ci saranno controlli reali o tutto si chiuderà, come al solito, con un comunicato rassicurante del giorno dopo?
Savona non può permettersi di vivere nel paradosso di una città dove la violenza avanza e le istituzioni invitano alla calma con un sorriso stanco. Serve presenza, serve prevenzione, serve ascolto vero. E serve – soprattutto – dire finalmente la verità:
Savona ha un problema di sicurezza. E continuare a negarlo non lo farà sparire.






