A Savona la campagna elettorale per il 2027 sembra già iniziata da un pezzo. Non servono manifesti, gazebo o comizi: bastano i video. Uno al giorno, possibilmente con un progetto, una promessa, un rendering e la rassicurazione che presto la città sarà migliore di come la vedono i suoi cittadini.
Marco Russo, nonostante un’amministrazione che molti savonesi giudicano deludente su degrado, sicurezza, mobilità, cantieri e servizi, viene indicato da più parti come possibile candidato alla riconferma. Il Pd continua a sostenerlo e, vista la difficoltà delle opposizioni nel trovare una figura unitaria e credibile, qualcuno sembra già considerare la partita quasi chiusa.
In fondo la formula è semplice: amministrare male può essere complicato, comunicare bene molto meno. E questa maggioranza, bisogna riconoscerlo, nel racconto di sé stessa ha trovato una specializzazione. Ogni problema diventa un progetto, ogni ritardo una prospettiva, ogni critica una prova che manca la giusta narrazione.
Nel frattempo la vicesindaca Elisa Di Padova sembra aver lasciato alle spalle il grave episodio dell’incidente stradale dell’agosto 2025, con la positività all’alcoltest. Lei stessa lo ha definito pubblicamente un grave errore, ha rimesso le deleghe a disposizione del sindaco e Russo ha scelto di confermarle la fiducia. Una decisione che il sindaco aveva il diritto di prendere, ma che i cittadini hanno altrettanto diritto di giudicare, specialmente quando si parla di ruoli pubblici, scuole, giovani e rispetto delle regole.
Nel quadro della maggioranza c’è poi Marco Ravera, ex componente del CdA di ATA, che nel procedimento relativo alla crisi della partecipata ha patteggiato quattro mesi per bancarotta semplice. Un fatto giudiziario definito, che naturalmente riguarda la sua posizione personale e non può essere esteso automaticamente agli altri amministratori, fatto sparire sotto una cascata di comunicati e di ottimismo elettorale.
E allora guardiamo la realtà: basteranno mesi di propaganda, video e annunci a chiedere ai savonesi di dimenticare cinque anni di problemi irrisolti?
Probabilmente sì, Marco Russo può puntare alla riconferma: non gli manca proprio niente. Ha il Pd, ha i video, ha gli annunci, ha una maggioranza che non si è fatta mancare neppure qualche pesante imbarazzo. E soprattutto ha una comunicazione a tempo pieno, utile a far dimenticare ai savonesi cinque anni di problemi irrisolti.
Diceva Joseph de Maistre che ogni popolo ha il governo che si merita. A Savona, se davvero vinceranno ancora, non sarà soltanto merito dei video di Russo, degli annunci della maggioranza e dell’assenza di avversari. Sarà anche perché, forse, una parte della città ha deciso di accontentarsi di ciò che ha.






