
Nel post si parla di “condivisione fondamentale”, di iniziative pianificate, di progetti futuri, di un partito pronto a essere protagonista e vicino alle esigenze della comunità. Parole importanti, solenni, quelle che in politica non mancano mai. Il problema, semmai, è capire quando dalle parole si passa ai fatti.
Perché chi ha scritto la nota pone una domanda tutt’altro che banale: questi dirigenti conoscono davvero lo stato di salute del loro partito in Liguria? Sanno cosa accade a Savona, dove la presenza politica appare spesso debole, frammentata e poco capace di incidere? Sanno cosa succede a La Spezia e nelle altre realtà della regione, proprio mentre si avvicina un anno elettorale che vedrà molti Comuni chiamati alle urne?
Non è un dettaglio. Le elezioni comunali non si affrontano con una foto sorridente, con un cuore tricolore in fondo a un post o con l’ennesimo richiamo al “lavoro di squadra”. Si affrontano costruendo una classe dirigente credibile, organizzando circoli vivi, ascoltando amministratori e cittadini, scegliendo candidati capaci e, soprattutto, dando risposte ai problemi concreti dei territori.
A Savona, ad esempio, il centrodestra continua a cercare una propria fisionomia in vista del 2027. Fratelli d’Italia, forte del peso nazionale del partito, dovrebbe essere una delle colonne di questa alternativa. Ma il peso di Roma non basta se poi sul territorio mancano iniziativa, confronto e una strategia politica riconoscibile.
Il rischio è che Bari diventi la classica parentesi da social: incontro cordiale, foto di gruppo, promesse di futuro e ritorno a casa. Ma in Liguria il futuro non aspetta i post. Aspetta risposte.
“Avanti insieme”, recita il messaggio. Benissimo. Ma insieme con chi, verso quale progetto e con quali uomini e donne? Sono domande che meritano una risposta prima che le urne trasformino i buoni propositi in un altro amaro bilancio elettorale.

