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Rischio alluvioni, cambiano le mappe di Savona, Vado e Quiliano. Ma i cittadini sanno che cosa cambia?

Pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione Liguria le modifiche alle carte di pericolosità dei torrenti Letimbro, Molinero, Quiliano e Quazzola. Un aggiornamento importante che riguarda la sicurezza del territorio, ma sul quale sarebbe necessaria un’informazione ben più chiara da parte delle amministrazioni.
C’è una notizia che rischia di passare quasi inosservata, nascosta tra le pagine del Bollettino ufficiale della Regione Liguria del 14 ottobre 2026. Eppure riguarda direttamente la sicurezza di una parte significativa del territorio savonese.
Sono state ufficialmente recepite le modifiche alle mappe della pericolosità da alluvione che interessano Savona, Vado Ligure e Quiliano.
Non si tratta di una semplice formalità burocratica. Le mappe del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) individuano le aree potenzialmente esposte alle esondazioni dei corsi d’acqua e costituiscono un riferimento fondamentale per la pianificazione urbanistica, la protezione civile e la valutazione degli interventi sul territorio.
In particolare, i provvedimenti riguardano quattro corsi d’acqua: Letimbro e Molinero nel Comune di Savona, Quiliano e Quazzola nei territori di Quiliano, Vado Ligure e Savona.

Ma quali zone diventano più pericolose? E quali meno?

È questa la domanda che dovrebbe interessare maggiormente i cittadini.
Le nuove cartografie potrebbero comportare variazioni nella classificazione delle aree soggette a rischio di esondazione, con conseguenze anche importanti per proprietari di immobili, attività economiche e interventi edilizi.
Occorre però chiarire un punto: il comunicato pubblicato sul Bollettino regionale non specifica quali aree siano state riclassificate, né se la pericolosità sia aumentata o diminuita. Per comprenderlo è necessario confrontare le cartografie precedenti con quelle aggiornate, disponibili sul sito dell’Autorità di bacino.
Ed è proprio qui che nasce il problema dell’informazione.
Quanti cittadini sanno che le mappe sono cambiate? Quanti proprietari di abitazioni o attività commerciali sono in grado di verificare se il proprio immobile ricade oggi in una fascia di pericolosità diversa?
E soprattutto, i Comuni interessati hanno spiegato pubblicamente quali siano le conseguenze concrete degli aggiornamenti?

Il torrente Quiliano e il ponte chiuso: due questioni che meritano attenzione

La pubblicazione delle nuove mappe arriva in un momento particolarmente delicato per la viabilità tra Savona e Vado Ligure.
Il ponte sull’Aurelia che attraversa il torrente Quiliano è interessato da una lunga chiusura per lavori, con pesanti ripercussioni sui collegamenti tra Zinola e Vado.
Naturalmente, la modifica delle mappe di pericolosità e gli interventi sul ponte sono procedimenti differenti, e non esistono elementi nel documento pubblicato che permettano di stabilire un collegamento diretto.
Tuttavia, la coincidenza richiama una questione più generale: quanto conosciamo realmente le condizioni idrauliche dei nostri torrenti e quanto investiamo nella prevenzione?
Il Quiliano attraversa un territorio densamente infrastrutturato, dove convivono abitazioni, attività produttive, strade e importanti collegamenti.
Sarebbe quindi utile conoscere se le nuove valutazioni idrauliche evidenzino criticità precedentemente sottostimate, se siano state individuate nuove aree esondabili e quali interventi siano eventualmente necessari.

Il Letimbro e la sicurezza di Savona

Analoga attenzione merita il Letimbro, il principale corso d’acqua che attraversa la città.
L’aggiornamento delle mappe del Letimbro e del Molinero dovrebbe rappresentare un’occasione per fare il punto sulla sicurezza idraulica savonese.
Le amministrazioni dispongono di una conoscenza aggiornata delle aree maggiormente esposte? Gli interventi programmati sono coerenti con le nuove valutazioni? I piani comunali di protezione civile tengono conto delle cartografie aggiornate?
Sono domande che non dovrebbero trovare risposta soltanto nei documenti tecnici, ma anche attraverso una comunicazione comprensibile ai cittadini.
Perché conoscere il rischio non significa creare allarmismo. Significa permettere alle persone di sapere dove vivono e quali precauzioni possono essere necessarie.

Le mappe cambiano, ma la sicurezza non si garantisce con un decreto

C’è infine una considerazione che riguarda direttamente la politica.
Aggiornare le carte della pericolosità è certamente necessario. Le conoscenze scientifiche migliorano, i modelli idraulici diventano più precisi e le trasformazioni del territorio richiedono verifiche periodiche.
Ma una nuova mappa, da sola, non rende più sicuro un quartiere.
La sicurezza dipende dalla manutenzione dei corsi d’acqua, dalle condizioni degli argini, dalla capacità di deflusso, dalla gestione delle infrastrutture e soprattutto dalla realizzazione degli interventi necessari.
E dipende anche dalle scelte urbanistiche.
Perché sarebbe quantomeno contraddittorio aggiornare le mappe del rischio alluvionale e contemporaneamente continuare a programmare trasformazioni del territorio senza tenere adeguatamente conto delle criticità individuate.
Una cartografia più aggiornata deve tradursi in una prevenzione più efficace, non limitarsi a produrre nuove prescrizioni sulla carta.
Un interrogativo al quale qualcuno dovrebbe rispondere
C’è però una domanda fondamentale che, leggendo il Bollettino ufficiale della Regione, rimane senza risposta.

Le nuove mappe hanno ampliato oppure ridotto le aree considerate a pericolosità alluvionale nei territori di Savona, Vado Ligure e Quiliano?

In altre parole, ci sono abitazioni, terreni, attività commerciali o insediamenti produttivi che prima risultavano in una determinata fascia di pericolosità e oggi si trovano in una situazione diversa?

E, soprattutto, quali sono le zone interessate dalle modifiche e per quali ragioni sono state riclassificate?

Non è una curiosità tecnica. Una diversa classificazione può avere conseguenze sulla possibilità di costruire, ristrutturare o utilizzare determinati immobili.
Per questo rivolgiamo pubblicamente una richiesta di chiarimento ai sindaci, agli assessori competenti, agli uffici tecnici dei tre Comuni e alla Regione Liguria.

Chiediamo di rendere disponibile un confronto comprensibile tra le vecchie e le nuove mappe, indicando chiaramente le aree nelle quali la pericolosità è aumentata, diminuita oppure rimasta invariata.

Invitiamo anche tecnici, professionisti e cittadini che abbiano approfondito la documentazione a contribuire con informazioni e chiarimenti.
Non vogliamo creare allarmismi, ma neppure accettare che modifiche così importanti per il territorio rimangano confinate in documenti che pochi cittadini sono in grado di interpretare.
Le mappe sono cambiate. Adesso qualcuno ci spieghi dove, come e perché.

Tre Comuni, quattro torrenti e una richiesta di trasparenza

Da Savona a Vado Ligure, passando per Quiliano, le amministrazioni comunali dovrebbero rendere pubblici e facilmente comprensibili almeno tre elementi: quali zone hanno cambiato classificazione, quali conseguenze derivano per cittadini e attività economiche e quali eventuali interventi di prevenzione siano previsti.
Non servono necessariamente nuove conferenze stampa o solenni dichiarazioni istituzionali. Basterebbero cartografie comparative, spiegazioni semplici e incontri pubblici con i tecnici.
Perché la prevenzione comincia anche dall’informazione.
E se le mappe della pericolosità alluvionale sono state modificate, i cittadini hanno tutto il diritto di sapere che cosa è cambiato sotto casa loro.
Il rischio, altrimenti, è che si venga a conoscenza delle nuove classificazioni soltanto quando si presenta un progetto edilizio, si richiede un’autorizzazione o, peggio, quando arriva una nuova alluvione.

E allora sarebbe troppo tardi per scoprire che qualcosa era già scritto su una mappa.

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