Ora è ufficiale: il rigassificatore non arriverà nella rada di Vado Ligure. La decisione è stata inserita dal Governo in un decreto legge «in materia di commissari straordinari e concessioni», pubblicato in Gazzetta ufficiale. In sostanza, l’impianto continuerà a operare a Piombino finché non verrà individuata un’eventuale nuova collocazione alternativa.
La norma stabilisce che gli impianti di rigassificazione già autorizzati e in scadenza entro il 31 dicembre 2026 potranno continuare a operare sulla base dell’autorizzazione originaria fino alla conclusione delle procedure di rinnovo o di eventuale trasferimento. Una disposizione che, di fatto, chiude – almeno per ora – il lungo braccio di ferro sull’ipotesi di spostare la nave rigassificatrice nella rada di Porto Vado.
Per Savona è un evidente sospiro di sollievo. Negli ultimi anni la prospettiva di vedere arrivare il rigassificatore davanti alla costa savonese aveva sollevato proteste, comitati, prese di posizione politiche e una diffusa mobilitazione dei cittadini.
E va detto che nella vicenda non sono mancati i cambi di rotta. C’è chi ha mantenuto una contrarietà coerente sin dall’inizio e chi, strada facendo, ha scoperto di essere contrario solo dopo aver percepito la forza della protesta popolare. Una grandissima vittoria, merito soprattutto della linea dura intrapresa da subito dall’amministrazione Isetta a Quiliano.
Ora il capitolo sembra chiudersi – almeno per il momento. Il rigassificatore resta dov’è, nelle acque di Piombino. E la rada di Vado Ligure, per ora, resta libera da una delle infrastrutture energetiche più contestate degli ultimi anni






