Rifiuti sanitari, dignità violata: l’appello del Dott. Paolo Penna per tutelare anziani e fragili

Dall’incontro ai Serenella organizzato dall’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti  pubblichiamo  l’ottimo intervento del dott. Paolo Penna 

Paolo Penna

Nel mio intervento ho voluto affrontare una problematica concreta, di cui ho testimonianza diretta, che affligge una fascia particolarmente fragile della popolazione: anziani, disabili, invalidi, persone allettate e, più in generale, malati assistiti presso il proprio domicilio. La gestione quotidiana di alcune patologie comporta una notevole produzione di rifiuti sanitari speciali: pannoloni, traversine, guanti, salviette monouso, siringhe, drenaggi, flebo, cateteri, garze, cerotti, ecc., alcuni dei quali contenenti materiale biologico infetto o potenzialmente infetto.

Con il desiderio di dare voce a queste categorie di persone svantaggiate, abbiamo inviato una mail (non PEC) a tutti i soggetti coinvolti nella gestione della raccolta porta a porta, evidenziando le criticità riscontrate e chiedendo l’installazione di un cassonetto idoneo per il conferimento quotidiano dei rifiuti sanitari, eventualmente condiviso tra più civici. Una richiesta semplice, concreta, fondata su un bisogno reale.

Ci sono, infatti, persone che, tra un conferimento e l’altro, sono costrette a conservare presso la propria abitazione 20 o più pannoloni, oltre ad altri rifiuti sanitari. La permanenza di questi rifiuti all’interno delle abitazioni compromette la salubrità e la vivibilità degli ambienti domestici. Si tratta di rifiuti voluminosi, maleodoranti e zuppi di materiale biologico che, per rispetto delle norme igieniche, andrebbero conservati temporaneamente in locali idonei, che evidentemente non tutti possiedono.

Il Comune ha attivato un servizio dedicato per nuclei familiari con elevata produzione di pannolini/pannoloni, prevedendo la fornitura di sacchetti trasparenti di colore viola e tre conferimenti alla settimana, di cui uno a terra. Tuttavia, questa modalità, che peraltro non contempla i rifiuti sanitari, si è rivelata inadeguata, in quanto obbliga comunque alla conservazione dei pannoloni per più giorni all’interno delle abitazioni. La situazione si aggrava ulteriormente per chi ha mobilità ridotta, vive solo o comunque non può rispettare orari e modalità di conferimento. Il risultato è un ulteriore degrado ambientale domestico.

Inoltre, i sacchetti viola depositati a terra, in caso di rottura, possono causare la fuoriuscita di materiale potenzialmente infetto, generando rischi concreti di contaminazione ambientale, diffusione di agenti patogeni (virus e batteri) e proliferazione di vettori biologici (insetti e roditori).

L’utilizzo di sacchetti trasparenti viola comporta gravi violazioni della riservatezza. I sacchetti trasparenti rendono immediatamente riconoscibile la tipologia di rifiuto, consentendo l’identificazione del soggetto conferente e della sua condizione sanitaria. Questo lede il diritto all’anonimato, alla dignità personale e alla protezione dei dati sensibili. Il Garante per la protezione dei dati personali ha dichiarato illegittima l’esposizione visibile di dati sanitari attraverso i rifiuti, i quali godono di una tutela rafforzata e devono essere trattati secondo il principio di minimizzazione. Ogni sacchetto può contenere informazioni sensibili, la cui esposizione pubblica costituisce una violazione della riservatezza.

L’attuale sistema di raccolta “Porta a Porta” evidenzia anche una disparità tra cittadini serviti da cassonetti intelligenti, che garantiscono maggiore tutela della privacy, e utenti che utilizzano cassonetti condominiali, mastelli individuali o sacchetti depositati a terra, i cui dati sensibili sono più esposti.

Le criticità sopra esposte sono state segnalate, ma non hanno ricevuto risposta. Dispiace, perché un Comune che non ascolta la propria comunità tradisce la sua missione. L’azione amministrativa dovrebbe partire da qui: dalla persona, dai suoi diritti, dalle sue necessità quotidiane. La gestione dei rifiuti sanitari non è solo una questione logistica, ma coinvolge la dignità, la privacy e la salute pubblica, che sono diritti  fondamentali e non fattori negoziabili.

Serve pertanto un cambio di passo. Serve più attenzione, più ascolto, più rispetto, soprattutto nei confronti delle persone più fragili. Resto quindi fiducioso e auspico che l’Amministrazione comunale dimostri più sensibilità verso questa tematica e, senza ulteriore ritardo, provveda all’installazione di cassonetti chiusi e anonimi, specifici per pannoloni e altri rifiuti sanitari; alla sostituzione dei sacchetti trasparenti con sacchetti opachi e non identificabili; e all’unificazione delle colorazioni viola e grigia attualmente in uso.

Paolo Penna

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