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Rifiuti di Genova, la Val Bormida scrive a Salis: “Non saremo la vostra valle sacrificale”

Il Coordinamento No Inceneritore della Valle Bormida ligure e piemontese si rivolge direttamente alla sindaca di Genova, Silvia Salis, con una lettera che pone una questione molto semplice: i problemi dei rifiuti del capoluogo non possono essere risolti scaricandone le conseguenze su un territorio che ha già pagato un prezzo ambientale altissimo.

Se il futuro impianto dovesse sorgere in Val Bormida, brucerebbe in larga parte rifiuti genovesi. Per questo il Coordinamento chiede a Palazzo Tursi una scelta di responsabilità: aumentare seriamente la raccolta differenziata e non cercare, ancora una volta, una valle da sacrificare

 

Il Coordinamento no inceneritore in Valle Bormida Ligure e Piemontese ha scritto alla Sindaca di Genova

Gentile Sindaco Salis,

Le scriviamo in quanto cittadini e rappresentanti del territorio della Valbormida per esprimere la nostra forte preoccupazione riguardo alle recenti discussioni sulla gestione dei rifiuti della città di Genova e sui suoi potenziali impatti sulla nostra comunità. In particolare ci riferiamo alla possibile localizzazione di un inceneritore (o termovalorizzatore) nella nostra Valle che brucerebbe per il 70-80% rifiuti provenienti dalla Città che lei amministra.

La Valbormida ha già pagato un prezzo ambientale altissimo in passato e continua a farlo anche a causa di industrie e siti che rendono i parametri ambientali e sanitari molto pesanti. Per queste ragioni intendiamo ribadire la nostra totale contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un inceneritore sul nostro territorio che oltre al danno ambientale ed economico subirebbe anche un aggravio infrastrutturale insostenibile legato all’aumentato numero di camion per il trasporto di rifiuti (provenienti soprattutto del capoluogo ligure) e ceneri e che aumenterebbe ulteriormente i costi di gestione dell’impianto stesso.

Inoltre riteniamo che sarebbe un gesto di responsabilità anche  nei confronti dei cittadini Genovesi che la sua Amministrazione  affrontasse con decisione, fermezza  e chiarezza una  gestione dei rifiuti che non  gravi su altri comprensori (come la Valbormida) insediandovi  impianti impattanti  bensì attraverso le strategie migliori  e che riterrà più opportune tra cui sicuramente l’aumento della quota di raccolta differenziata per la quale la sua città sta subendo annualmente una infrazione europea perché non arriva allo  standard minimo del 65%.

Certi che vorrà ascoltare la voce e la ferma posizione di questo territorio di non voler essere più il luogo sacrificale dove destinare le problematiche irrisolte di altri, restiamo a disposizione.

Coordinamento no inceneritore in Valle Bormida Ligure e Piemontese

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