Vogliamo essere cittadini di serie A
Rifiuti, cresce la protesta: l’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo alza la voce
Sala piena, partecipazione attenta e un clima tutt’altro che rassegnato. L’incontro promosso dall’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo ha segnato un nuovo passo nella mobilitazione dei cittadini contro la gestione della raccolta rifiuti a Savona, un tema che continua a generare disagi e polemiche in molti quartieri della città.
Al centro della serata non solo le criticità del sistema “porta a porta”, ma soprattutto le possibili iniziative da intraprendere: ricorsi, segnalazioni formali, raccomandate e azioni collettive per chiedere correttivi e maggiore equità.
A illustrare le strade percorribili è stato il dottor Fenoglio dell’UPPI, che ha ricostruito con chiarezza le problematiche del sistema attuale, parlando senza mezzi termini di una città divisa in “cittadini di serie A, di serie B e di serie C”.
Nel suo intervento — ripreso anche in un articolo del periodico dell’associazione dei piccoli proprietari — Fenoglio ha spiegato come il sistema di raccolta differenziata produca trattamenti diversi tra utenti, pur a fronte della stessa tassa
Secondo questa analisi, chi può usufruire delle isole ecologiche automatizzate gode di un servizio più semplice e continuo, mentre altri cittadini sono costretti a conferimenti con orari rigidi o alla gestione dei mastelli individuali, spesso scomodi e poco adatti alle abitazioni più piccole o alle persone anziane. Nonostante ciò, la tariffa resta la stessa, alimentando un diffuso senso di ingiustizia.
Un tema che ha trovato forte eco tra i presenti.

A guidare questa crescente mobilitazione è la portavoce dell’associazione, Alice Greta Marino, sempre più punto di riferimento per un gruppo di cittadini che chiede di essere ascoltato dall’amministrazione comunale. Il suo intervento è stato deciso e combattivo: la critica principale riguarda quello che viene percepito come un “muro di gomma” della Giunta Russo di fronte alle proteste e alle segnalazioni arrivate negli ultimi mesi.
L’associazione, nata quasi in punta di piedi, sta crescendo rapidamente sia nella partecipazione sia nella capacità di organizzare iniziative concrete. Non solo proteste, ma un lavoro di informazione e coordinamento che punta a trasformare il malcontento diffuso in azione civica.
Il messaggio emerso dalla riunione è semplice ma potente:
i cittadini non chiedono privilegi, ma pari dignità nei servizi e nelle decisioni che riguardano la città.
Perché, come è stato ripetuto più volte durante l’incontro,
Savona non può permettersi cittadini di serie A, B o C. Solo cittadini.







