Dall’articolo tecnico inviatoci da un nostro lettore. abbiamo tratto questo articolo una narrazione comprensibile ai cittadini senza perdere il rigore dei numeri.
Quando i numeri della raccolta differenziata tornano… ma solo sulla carta
I dati diffusi da SEA-S sui rifiuti urbani del Comune di Savona nel 2025 raccontano, a prima vista, una storia di successo: percentuali di raccolta differenziata che negli ultimi mesi dell’anno superano stabilmente il 70%, un traguardo che molte città inseguono da anni.
Eppure, proprio per “proteggere” questi risultati da critiche facili o strumentali, vale la pena guardare cosa c’è sotto il cofano dei numeri. Perché un’analisi appena più approfondita – basata sugli stessi dati ufficiali SEA-S e sui dati storici ISPRA – fa emergere anomalie difficili da ignorare
Lettera aperta a Sindaco e Sea-S
Prima anomalia: Savona produce improvvisamente molti meno rifiuti
Negli ultimi 15 anni Savona ha prodotto in media circa 32.100 tonnellate di rifiuti urbani all’anno.
Nei periodi peggiori – pandemia inclusa – non si è mai scesi sotto le 31.000 tonnellate.
Nel 2025, invece, secondo SEA-S, la produzione totale (differenziato + indifferenziato) sarebbe stata 28.598 tonnellate.
Un dato clamoroso:
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–3.500 tonnellate rispetto alla media storica
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–3.464 tonnellate rispetto al 2024
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un calo percentuale superiore a quello registrato durante il Covid
Sorge una domanda semplice e legittima:
cosa è successo nel 2025 di così straordinario da far “sparire” oltre il 10% dei rifiuti cittadini?
Il crollo improvviso… da luglio
Il dato diventa ancora più sorprendente se si guarda all’andamento mensile.
Dividendo l’anno in due:
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Gennaio–Giugno 2025: 15.516 tonnellate
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Luglio–Dicembre 2025: 13.082 tonnellate
In pratica, da luglio in poi Savona produce circa 400–500 tonnellate di rifiuti in meno ogni mese.
Una diminuzione del 16% nel secondo semestre.
Un fenomeno che:
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non ha precedenti storici
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non è spiegabile con stagionalità
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non è coerente con i trend nazionali (che indicano una produzione stabile o in lieve crescita)
Non può essere solo “colpa” dei comuni vicini
Una delle giustificazioni ricorrenti è che, con il nuovo sistema, sarebbero cessati gli “smaltimenti abusivi” da parte dei comuni limitrofi.
Peccato che i numeri non tornino.
Albissola, Quiliano e Vado Ligure insieme producono circa 10.800 tonnellate annue di rifiuti.
Per spiegare il calo savonese, bisognerebbe credere che oltre il 30% dei loro rifiuti finisse illegalmente a Savona.
E che questo fenomeno sia sparito di colpo, proprio da luglio 2025.
Una tesi poco credibile, che peraltro dovrebbe produrre nel 2025 un’impennata nei rifiuti dei comuni vicini. Dato che potrà essere verificato a breve con i dati ISPRA.
Seconda anomalia: l’indifferenziato cala, ma il differenziato non cresce abbastanza
Qui il nodo è ancora più delicato.
Nel secondo semestre 2025:
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l’indifferenziato diminuisce di 3.869 tonnellate
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il differenziato aumenta, sì, ma non in modo proporzionale
Anzi: alcune frazioni differenziate diminuiscono (plastica, legno, spazzamento stradale, vetro, RAEE).
Tradotto in parole semplici:
Se butto meno indifferenziato, quei rifiuti devono finire da qualche parte.
Non possono evaporare.
E invece, facendo i conti:
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nello scenario più prudente mancano all’appello almeno 1.500 tonnellate
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nello scenario più rigido oltre 2.400 tonnellate
Rifiuti che non risultano né indifferenziati né differenziati.
Il punto politico (non tecnico)
Qui non si accusa nessuno di falsificare i dati.
Ma una cosa è certa: questi numeri sollevano dubbi seri, e ignorarli sarebbe un errore politico prima ancora che amministrativo.
Perché:
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la percentuale di raccolta differenziata dipende dal totale dei rifiuti prodotti
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se il totale si abbassa “misteriosamente”, la percentuale cresce automaticamente
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e un buon risultato rischia di apparire più contabile che reale
Le domande che il Comune deve fare (e farsi)
Sono domande legittime, non polemiche:
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Il Comune e SEA-S erano consapevoli di questo calo anomalo?
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Sono state fatte verifiche sulle cause?
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Esistono spiegazioni documentate?
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Perché una parte così rilevante dei rifiuti sembra “sparire” dai conteggi?
Chiarire questi punti non indebolisce il sistema, lo rafforza.
Perché la trasparenza è l’unico modo per difendere davvero i risultati ottenuti e non trasformare un successo potenziale in un boomerang politico.






