C’è agitazione palpabile nell’amministrazione comunale in vista della seduta del 9 ottobre. Non se ne comprende il motivo, se davvero — come sostengono i comunicati diffusi in questi giorni — tutto funziona. Viene sbandierato un 70% di raccolta differenziata e la scoperta di 800 evasori.
La realtà, però, racconta ben altro: poche cose funzionano, e il nervosismo di Palazzo Sisto lo dimostra. Si mandano avanti le seconde linee per cercare accordi con l’opposizione e, a pochi giorni dal Consiglio, il sindaco si affretta a convocare i rappresentanti delle associazioni. Con quale obiettivo? Convincerli che tutto va bene? Se così fosse, sarebbe un’operazione non solo scorretta, ma anche inutile.
Perché i cittadini — e anche le associazioni — hanno occhi per vedere lo stato di degrado della città. Savona non è pulita, e non lo è da tempo. Il sindaco smetta di sprecare tempo a difendere l’indifendibile: lo impieghi invece a far funzionare davvero la raccolta dei rifiuti.
E visto che ama definirsi trasparente e fautore della partecipazione, c’è una domanda precisa a cui deve rispondere:
per quale motivo, a oggi, non è ancora partita la raccolta porta a porta nelle case sparse?







