
Le migliori ricette in vista delle prossime elezioni comunali
La politica savonese ha finalmente riaperto la cucina. In vista delle prossime elezioni, partiti e liste civiche hanno indossato il grembiule e cominciato a preparare il menù da servire agli elettori.
Le ricette, a dire il vero, non sembrano particolarmente innovative: molti ingredienti sono gli stessi da decenni, alcuni sono stati soltanto riciclati, altri hanno cambiato confezione e qualcuno pare aver superato da tempo la data di scadenza.
In compenso abbondano le poltrone, anche se normalmente non dovrebbero stare in cucina.
Ecco dunque il menù completo della politica savonese.
Centrosinistra: Russo riscaldato in salsa PD
Ingredienti
- Un sindaco uscente;
- un Partito Democratico incapace di trovare un’alternativa;
- tre cucchiai di “campo largo”;
- una generosa dose di continuità;
- un pizzico quasi invisibile di autocritica;
- qualche alleato da convincere;
- molte dichiarazioni sulla necessità di cambiare passo.
Preparazione
Prendere Marco Russo e lasciarlo riposare per cinque anni a Palazzo Sisto. Durante la cottura evitare accuratamente che assorba troppo il sapore del PD: il partito deve sostenerlo, ma senza pretendere di essere ascoltato più del necessario.
Quando la consiliatura sta per terminare, aggiungere una robusta dose di “nuovo progetto per Savona”, facendo attenzione a non spiegare troppo bene che cosa ci sarebbe di nuovo.
Riscaldare quindi la candidatura del 2021 e presentarla come l’unica soluzione possibile per il 2027.
Se qualche alleato domanda discontinuità, mescolare energicamente e rispondere che il cambiamento consiste nel continuare con lo stesso candidato, ma con rinnovato entusiasmo.
Presentazione
Servire in piazza Sisto IV, possibilmente circondati da cantieri, serrande abbassate e assessori sorridenti.
Consiglio dello chef
Non cuocere troppo il PD: è già sufficientemente bollito.
Partito Democratico savonese: soufflé alla generosità politica
Ingredienti
- Un partito un tempo importante;
- numerose correnti;
- pochi candidati;
- una candidatura esterna;
- una dose abbondante di disciplina;
- silenzi ben montati;
- critiche private e complimenti pubblici.
Preparazione
Montare a neve l’orgoglio del partito. Appena comincia a crescere, incorporare lentamente la candidatura Russo, cercando di non far sgonfiare completamente il composto.
A parte, preparare una crema di “generosità politica”: servirà a spiegare perché il principale partito del centrosinistra rinunci ancora una volta a proporre un proprio candidato.
Se qualche dirigente critica il sindaco in privato, invitarlo a elogiarlo pubblicamente. Il contrasto tra i due sapori costituisce ormai la specialità della casa.
Presentazione
Servire immediatamente, prima che gli elettori si accorgano che il soufflé è rimasto basso.
Consiglio dello chef
Non aprire il forno prima delle elezioni: potrebbe uscire tutto il malcontento accumulato.
Centrodestra: fritto misto delle correnti
Ingredienti
- Una porzione di Fratelli d’Italia;
- una fetta di Lega;
- una manciata di Forza Italia;
- due o tre candidati potenziali;
- vecchie ruggini in abbondanza;
- qualche nomina nelle società partecipate;
- una presidenza da distribuire;
- olio elettorale quanto basta.
Preparazione
Mettere tutti i partiti nella stessa padella, ma senza farli toccare. Ognuno deve continuare a cuocere per conto proprio, possibilmente convinto di essere il piatto principale.
Aggiungere lentamente le nomine, facendo attenzione alle provenienze geografiche, alle correnti, ai cognomi e soprattutto agli appetiti.
Quando sembra essere stato raggiunto un accordo, alzare improvvisamente la fiamma e inserire un nuovo candidato, un veto oppure una poltrona promessa a qualcun altro.
Lasciare friggere fino a quando gli alleati cominciano ad accusarsi reciprocamente di aver rovinato la ricetta.
Presentazione
Portare in tavola dichiarando solennemente: «Siamo uniti». Pronunciare la frase mentre almeno due commensali stanno litigando sotto il tavolo.
Consiglio dello chef
Il fritto misto è più digeribile se si trova prima il candidato e si litiga dopo. A Savona, però, si preferisce rispettare la tradizione inversa.
Movimento 5 Stelle: spaghetti alla biforcazione
Ingredienti
- Due consiglieri comunali;
- un coordinatore regionale;
- una coordinatrice provinciale;
- una base savonese piuttosto diffidente;
- mezzo chilo di rapporti complicati con il PD;
- una candidatura Russo da evitare;
- un campo largo da attraversare senza sporcarsi le scarpe.
Preparazione
Cuocere gli spaghetti in due pentole diverse.
Nella prima mettere chi ritiene indispensabile un accordo con il centrosinistra. Nella seconda lasciare chi considera impossibile sostenere nuovamente Marco Russo.
Attendere che da Genova arrivi l’indicazione su quale pentola utilizzare. Nel frattempo, criticare i consiglieri savonesi perché non seguono con sufficiente entusiasmo una linea che cambia temperatura a seconda delle convenienze regionali.
Quando la pasta è pronta, tentare di unirla nello stesso piatto. Se gli spaghetti si spezzano, accusare i territori di non aver compreso la strategia nazionale.
Presentazione
Servire con una forchetta rivolta verso il PD e l’altra verso l’uscita.
Consiglio dello chef
Non lasciare troppo a lungo il Movimento di Savona a bagnomaria per non farlo restringere come in provincia alle ultime elezioni.
Verdi e Sinistra: contorno verde in salsa PD
Ingredienti
- Una manciata di ambientalismo;
- qualche foglia di sinistra;
- un mestolo di fedeltà al PD;
- molta pazienza;
- pochissima autonomia;
- un programma regionale già apparecchiato;
- un sindaco savonese da sostenere senza fare troppe domande.
Preparazione
Lavare accuratamente Verdi e Sinistra sotto l’acqua corrente del centrosinistra, eliminando ogni residuo di autonomia politica.
In Regione aggiungere lentamente il PD e mescolare fino a quando non sarà più possibile distinguere il sapore degli alleati da quello del partito principale.
A Savona sostituire la salsa regionale con quella preparata a Palazzo Sisto. Se il sindaco prende una decisione poco convincente, non contestarla apertamente: limitarsi ad aggiungere una fogliolina verde e dichiarare che si continuerà a lavorare dall’interno per migliorare la ricetta.
Qualora emergano problemi su ambiente, rifiuti, consumo di suolo, traffico o vivibilità cittadina, abbassare la fiamma e attendere istruzioni. L’importante è non guastare il pranzo al PD e, soprattutto, non disturbare il cuoco di Palazzo Sisto.
Presentazione
Servire come contorno del centrosinistra, pur continuando a dichiararsi una portata autonoma.
Consiglio dello chef
Il verde dovrebbe insaporire la coalizione. Se viene usato soltanto come decorazione sul piatto, rischia di appassire prima delle elezioni.
Liste civiche: minestrone dell’ultimo minuto
Ingredienti
- Ex consiglieri;
- ex assessori;
- ex candidati;
- ex iscritti ai partiti;
- indipendenti molto dipendenti;
- professionisti “prestati alla politica” da parecchi anni;
- una pagina Facebook appena aperta;
- la parola “civico” ripetuta almeno venti volte.
Preparazione
Raccogliere tutti gli ingredienti rimasti fuori dalle cucine dei partiti e versarli in una lista civica.
Aggiungere la promessa di superare le vecchie ideologie, facendo attenzione a non ricordare che metà dei candidati ha trascorso la propria vita dentro quelle ideologie e l’altra metà sta aspettando di sapere quale coalizione offrirà più possibilità di elezione.
Mescolare con slogan come “prima Savona”, “ascoltiamo i cittadini” e “oltre gli schieramenti”.
Poco prima della presentazione delle liste, scegliere con quale schieramento andare. Spiegare quindi che non si tratta di un’alleanza politica, ma di un gesto d’amore verso la città.
Presentazione
Servire tiepido in un contenitore trasparente, affinché nessuno possa vedere chiaramente che cosa c’è dentro.
Consiglio dello chef
Controllare sempre l’etichetta: la scritta “civica” non garantisce l’assenza di conservanti politici.
Amministrazione comunale: serrande abbassate flambé
Ingredienti
- Un’isola pedonale;
- alcuni cantieri a lunga conservazione;
- parcheggi ridotti;
- commercianti esasperati;
- molti rendering;
- una manciata di spritz istituzionali;
- correttivi da aggiungere soltanto a fine cottura;
- ottimismo amministrativo senza limiti.
Preparazione
Chiudere il traffico e attendere che la città “comprenda il cambiamento”.
Se i commercianti protestano, spiegare che ogni trasformazione richiede tempo. Se qualche attività chiude, precisare che non esiste alcun collegamento dimostrato con la ricetta.
Aggiungere cantieri a piacere e lasciare riposare per mesi. Qualora gli operai scompaiano, non preoccuparsi: potrebbero tornare in occasione della prossima fotografia ufficiale.
Decorare con rastrelliere, fioriere e comunicati stampa. Infine versare uno spritz e annunciare che Savona sta diventando una città europea.
Presentazione
Servire rigorosamente a piedi, perché trovare parcheggio potrebbe compromettere la degustazione.
Consiglio dello chef
Prima di pedonalizzare il centro sarebbe utile verificare che resti qualcuno disposto a passeggiarci.
Regione Liguria: Val Bormida alla brace
Ingredienti
- Centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti;
- un territorio che ha già pagato un prezzo ambientale enorme;
- quattro siti da esaminare;
- una commissione tecnica;
- molte rassicurazioni;
- qualche dichiarazione sull’assenza di rischi;
- camion, ceneri ed emissioni quanto basta;
- il parere dei cittadini, da aggiungere soltanto alla fine.
Preparazione
Produrre gran parte dei rifiuti altrove, preferibilmente a Genova. Cercare quindi un territorio abbastanza lontano dove cucinarli.
Se la Val Bormida protesta, assicurare che il nuovo impianto sarà moderno, sicuro, sostenibile e forse persino profumato.
Promettere trasporti ferroviari anche quando i binari non sembrano particolarmente adatti alla quantità di materiale prevista. Se le opposizioni continuano, ricordare che esiste sempre la possibilità degli espropri.
A questo punto convocare il confronto con il territorio, ma soltanto dopo aver apparecchiato la tavola e scelto il menù.
Presentazione
Servire il piatto a Genova, lasciando fumo, ceneri e digestione ai valbormidesi.
Consiglio dello chef
Attenzione: la Val Bormida non vuole finire nuovamente sulla griglia. E questa volta potrebbe rovesciare il barbecue.
Il conto finale
Terminata la cena, i politici si alzeranno soddisfatti, dichiarando che il confronto è stato costruttivo, che il progetto è condiviso e che Savona guarda finalmente al futuro.
Sul tavolo resteranno i piatti sporchi: rifiuti, viabilità, commercio, parcheggi, cantieri, trasporto pubblico, degrado e promesse non mantenute.
Il conto, naturalmente, verrà consegnato ai cittadini.
Avvertenza per i consumatori
Prima di votare, leggere attentamente gli ingredienti.
La confezione può cambiare, il simbolo può essere ridisegnato e il candidato può definirsi civico, indipendente o espressione della società civile.
Ma se sentite il solito retrogusto di poltrona, probabilmente la ricetta è sempre la stessa.






