Raccolta rifiuti: Lirosi, professore fuori tempo massimo

Interessante leggere le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale, Francesco Lirosi, sull’annosa questione della raccolta differenziata porta a porta. Interessante, certo, ma anche un tantino surreale. Viene quasi da chiedergli: “Presidente, ma dov’era Lei quando si stava distruggendo ATA?”. Dov’era quando si sono prese decisioni che hanno messo in ginocchio il servizio rifiuti? Ah sì, giusto: era in giunta. Ma allora taceva. O, se parlava, lo faceva sottovoce, senza disturbare troppo il manovratore. Oggi invece, con l’aplomb del docente universitario in visita, si concede lunghe dissertazioni sulle quattro colonne della pulizia urbana: Pubblica Amministrazione, Sea-S, amministratori di condominio e cittadini. Una lezione di educazione civica che suona un po’ fuori tempo massimo.

A leggere il suo intervento…VEDI…, sembrerebbe che la situazione attuale sia frutto quasi esclusivo della giunta precedente. Ma attenzione: guai a dire “è colpa di quelli di prima”, ci tiene a precisare il presidente-professore. Però, guarda caso, tutta l’analisi gira proprio intorno a quello: le mani legate dal bando, i vincoli, le eredità pesanti. Tutto già visto, tutto già sentito. Una litania stanca che si ripete ogni volta che un’amministrazione non riesce a raddrizzare una scelta sbagliata. E qui la questione centrale non è il principio – perché nessuno, davvero nessuno, è contrario alla raccolta porta a porta – ma il modo in cui è stato progettato e sarà avviato il servizio. E su questo, la città ha molto da dire.

Certo, fa sorridere la parte in cui Lirosi evidenzia con serietà accademica che i mastelli intelligenti sono stati dati al 15% dei cittadini, “ma senza discriminare l’85% restante”. Ci mancherebbe pure! E il criterio con cui si è scelto il centro città? Statistiche inoppugnabili, afferma. Frequentazione, eventi, complessità logistica… tutto vero, ma non è forse questo il quartiere più sotto i riflettori, dove è più facile dire “guardate come funziona bene”? Un banco di prova pubblico, insomma, utile a difendere la narrativa.

Poi arrivano le critiche – molto educate, per carità – agli amministratori di condominio, rei di non collaborare abbastanza. Anche qui, un po’ di tono cattedratico non manca: si spera che, passata l’emotività, si mettano a disposizione per “capillari sopralluoghi”. Capillari, proprio così. Un termine che farebbe impallidire anche un ingegnere urbanista.

Infine, il tocco di colore: i consiglieri comunali che ora protestano oggi sarebbero, secondo Lirosi, gli stessi che avevano approvato il porta a porta al 100%. Certo tutti d’accordo ma  su un  porta a porta ben strutturato non pasticciato come quello progettato da voi

Ci sono tante parole, tante riflessioni, tanti “nel limite del possibile”, ma poche ammissioni di responsabilità. Lirosi fa il professore, ma ha dimenticato che è stato anche attore protagonista di una lunga stagione politica savonese. Ora che il sipario si è abbassato su ATA e la città è invasa dai rifiuti, rispunta sul palcoscenico con la toga del docente emerito. E noi, che avremmo voluto ascoltarlo prima, ora possiamo solo domandarci: dov’era?

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