La fotografia scattata dalla Regione Liguria sulla raccolta differenziata non lascia spazio alle interpretazioni: 64 Comuni multati, praticamente un terzo del totale. Un elenco lungo, che certifica un fallimento diffuso nella gestione dei rifiuti e che fa emergere responsabilità politiche e amministrative non più ignorabili.
Genova guida la classifica delle sanzioni, Savona subito dietro
Il “contributo ambientale” – così viene chiamata la multa per non aver raggiunto l’obbligo minimo del 65% di raccolta differenziata – pesa soprattutto sui grandi centri urbani.
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Genova: sanzione record da 209.000 euro
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Savona: quasi 28.000 euro. Vedremo se con questa nuova, confusa impostazione della raccolta riusciremo l’anno prossimo almeno a evitare la multa
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Seguono numerosi altri Comuni, medi e piccoli, tutti sotto la soglia obbligatoria
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Imperia e La Spezia, uniche città capoluogo, si salvano questa volta
Le sanzioni, riferite alla gestione del 2024, indicano che troppi Comuni non stanno facendo ciò che la legge richiede e ciò che l’ambiente impone. In totale, la Regione incasserà oltre 305.000 euro, che – almeno sulla carta – dovranno essere reinvestiti “in programmi per la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti”.
Un segnale politico più che contabile
Le sanzioni non rappresentano soltanto un costo economico: sono un giudizio netto sulla gestione dei rifiuti in Liguria.
Significano che troppi Comuni non stanno facendo ciò che è obbligatorio, e che il cerchio, prima o poi, si chiude.
Resta aperta una domanda: e ora?
Se i fondi verranno davvero reinvestiti, come promesso, lo si vedrà nei prossimi mesi.
Intanto, però, l’immagine è chiara: una Liguria che ancora fatica a diventare una regione moderna e sostenibile.
E un secondo posto di Savona che pesa come un macigno, soprattutto ora che, nonostante il tentativo di partire con il porta a porta (che poi porta a porta non è), decoro, civiltà e qualità della vita restano ancora lontani dall’essere raggiunti.






