Parafrasando il Manzoni, non abbiamo quel ramo del lago di Como, ma abbiamo la Riviera e non è poco. Nonostante questo particolare mancante, i personaggi dell’opera messa in scena ci sono tutti.
Abbiamo Don Rodrigo, smanioso di posizionarsi e, nascosto a Ponente dietro le quinte, muove i suoi Bravi per ottenere un obiettivo ormai non troppo celato: colpire il coordinatore regionale Matteo Rosso che, a loro dire, in più di un’occasione risulterebbe ormai inadeguato e, con lui, il capogruppo e consigliere regionale Rocco Invernizzi che, sempre a loro dire, risulterebbe latitante su tutti i fronti.
Ma chi sarebbero i bravi e le brave di questa storia?
Il Ponente ne conta alcuni, tutti concentrati nell’Albenganese e in quel di Loano, ormai saliti in cattedra, mentre Savona può contare sulla presenza di un’unica unità, tutti con poco spessore politico e nessun seguito, visti anche gli ultimi risultati elettorali.
Ormai, venuti prepotentemente allo scoperto, hanno fatto trasparire uno schema operativo le cui fila sono tirate da Don Rodrigo, che fa esporre e rischiare platealmente i bravi.
1. Segnalare e denunciare, alterando la realtà, elettori e amministratori in fuga verso Vannacci per demoralizzare i sostenitori, minacciando i vertici del partito che, solo loro, possono “fermare” questa fuga e riportando il fu coordinatore Claudio Cavallo, invocato con il suo pseudonimo.
“A queste uscite già rese pubbliche si sommano i tanti iscritti e amministratori che, pur non avendo ancora ufficializzato il loro passo, hanno già maturato la decisione di guardare altrove; una fuga silenziosa di cui in molti sono pienamente consapevoli, ma che, a mio modesto parere, non viene affrontata con la considerazione che merita.”
2. Criticare aspramente le indicazioni che, a livello nazionale, vengono date alle Regioni, alle Province e ai Comuni, sminuendone il contenuto e svuotandole di significato.
“… Come se bastasse aumentare le adesioni per nascondere le crepe che si stanno aprendo… ma rischiamo di perdere di vista il fatto che il male che ci sta ‘attaccando’ non nasce nei circoli o nei nostri Comuni, ma arriva dal vertice, con una gestione arroccata a difesa del proprio orticello, più attenta a mantenere salda la propria posizione che alla salvaguardia dell’intera base…”
3. Creare ad arte divisioni dove non ci sono, disegnando così scenari inesistenti, studiati ad arte da Don Rodrigo e divulgati dai Bravi sul territorio.
“… Nel Savonese questa impostazione si traduce in un obiettivo, non dichiarato ma evidente: utilizzare il percorso verso il congresso e la riorganizzazione provinciale per ‘piazzare’ un paio di fedelissimi all’interno del futuro coordinamento provinciale, invece di aprire davvero il partito a chi ha lavorato nei Comuni, ma che oggi vede sfumare il senso del proprio impegno…”
4. Far capire velatamente con frasi come:
“… Se continuiamo a far finta di nulla di fronte a questa logica di occupazione delle caselle, di amministratori storici che ci hanno lasciato e di molti altri tesserati che lo faranno a breve…”
5. Criticare sempre tutto e tutti senza tregua.
“… Altri movimenti, vedi FI con Vaccarezza in testa, si muovono con grande rapidità sul territorio, parlano agli scontenti, offrono prospettive e ruoli. La Lega sta facendo breccia tra i sindaci della nostra valle, facendosi portatrice di istanze e contributi regionali; noi nuotiamo controcorrente nel rappresentare una sanità perdente che idolatra le Case della Comunità e non si accorge che i reparti sono decimati, le specialità trasferite e ‘razionalizzate’ e le liste di attesa risultano imbarazzanti…”
E gli altri personaggi?
La commissaria Paola Ambrogio (Lucia), mai pervenuta, e Rocco Invernizzi (Renzo), che, non sapendo che pesci prendere, rimane inutilmente al palo






