A Millesimo, sulla SP 51 “Bormida di Millesimo”, in corrispondenza del ponte al km 2+796, la Provincia torna protagonista… ma non per efficienza o pianificazione. Stavolta sorprende per la creatività gestionale: ordinanze che si rincorrono, si contraddicono, si aggiornano, si cancellano, si ripubblicano. Un ping-pong burocratico degno dei social: postiamo, correggiamo, rettifichiamo, ripostiamo.
Prendiamola con ironia: la logica sembra questa: se c’è da fare un lavoro, si chiude la strada. Punto. Ma ora lo si fa con un certo “stile”. Quasi un gioco a premi: oggi passi tu, domani loro. dopodomani deciderà un algoritmo ispirato a Dante. O forse al Lotto.
Ma la sicurezza, direte voi?
Eh già, sarà per la sicurezza. Ma la domanda sorge spontanea: sicurezza di chi, e di cosa? Il cantiere, quando c’è, è composto da due o tre figure solitarie, con tanto di betoniera a mano, perché l’innovazione tecnologica in Val Bormida pare si sia fermata a Garibaldi. Nessuna lavorazione notturna, nessun ritmo da emergenza: solo ordinanze.
E poi arriva il sospetto. Forse questo stillicidio di aperture e chiusure è solo il prezzo da pagare – in perfetto stile dantesco – per non aver mai denunciato un ponte ammalorato prima che fosse troppo tardi. Un contrappasso per anni di silenzi e inettitudine.
Nel frattempo, i cittadini?
Si arrangino. “Adeguarsi alla segnaletica in loco”, recita la formula. La pubblica utilità è ridotta a un cartello giallo e a un codice QR forse sbagliato. Il resto è caos, attese, deviazioni, imprevedibilità.
Ma tranquilli: prima o poi l’ordinanza giusta la azzeccano. O, come nella barzelletta, se non si incontrano a metà del ponte… ci ritroveremo con due mezzi ponti. E un’intera vallata presa in giro.






