Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha approvato l’affidamento del servizio di manovra ferroviaria nei porti di Savona e Vado Ligure a Mercitalia Shunting & Terminal per i prossimi cinque anni, con possibilità di proroga per altri due. Un contratto da oltre 22 milioni di euro che, sulla carta, punta a rafforzare il trasporto merci su ferro, migliorare l’intermodalità e ridurre l’impatto ambientale della logistica portuale.
La notizia è certamente positiva. Nessuno può contestare l’importanza di un servizio ferroviario efficiente e operativo 24 ore su 24. Se davvero si riuscirà a spostare una quota crescente delle merci dalla gomma alla rotaia, i benefici saranno evidenti: meno camion sulle strade, minori emissioni e una logistica più moderna.
Tuttavia, come spesso accade, il rischio è quello di fermarsi agli annunci.
Da anni sentiamo parlare di intermodalità, sostenibilità, digitalizzazione e trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Parole condivisibili che però si scontrano con una realtà fatta di infrastrutture spesso insufficienti, collegamenti ferroviari ancora lontani dagli standard dei grandi porti europei e una viabilità locale che continua a mostrare limiti evidenti.
Il porto di Vado Ligure viene presentato come uno dei terminal più avanzati del Mediterraneo, ma gli operatori continuano a lamentare ritardi nei collegamenti, cantieri infiniti e difficoltà logistiche. La stessa piattaforma container, inaugurata ormai da anni, attende ancora un sistema infrastrutturale pienamente adeguato al volume di traffici che dovrebbe gestire.
La domanda è quindi semplice: quanti treni in più vedremo realmente partire dai porti di Savona e Vado grazie a questo nuovo servizio?
Perché la vera sfida non è assegnare un appalto o introdurre nuovi sistemi digitali. La sfida è aumentare concretamente la quota di merci trasportate su ferro. È questo l’unico dato che permetterà di capire se l’operazione avrà avuto successo oppure se si tratterà dell’ennesimo annuncio destinato a restare confinato nei comunicati ufficiali.
I cittadini del Savonese hanno imparato a diffidare delle promesse. Negli ultimi anni hanno sentito parlare di miliardi di investimenti, rivoluzioni logistiche, grandi opere strategiche e sviluppo sostenibile. Nel frattempo continuano a convivere con cantieri interminabili, problemi di viabilità e una rete infrastrutturale che fatica a stare al passo con le ambizioni dei progetti presentati.
Ben venga dunque il nuovo servizio ferroviario. Ma prima di festeggiare sarebbe opportuno attendere i risultati concreti. Perché la sostenibilità non si misura con le conferenze stampa, ma con il numero di camion che spariscono dalle strade e con il numero di treni che iniziano davvero a viaggiare.






