Porto di Savona, retroporto piemontese e ferrovia Torino-Savona: la logistica torna al centro del dibattito

Il porto di Savona-Vado e il suo rapporto strategico con il Piemonte tornano al centro dell’agenda politica e infrastrutturale del Nord-Ovest. L’incontro avvenuto al Grattacielo Piemonte tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri rappresenta un segnale chiaro: la logistica macroregionale è tornata ad essere una priorità politica ed economica.

Al centro del confronto c’è il ruolo del Piemonte come retroporto naturale del sistema portuale ligure, un concetto che negli anni è stato spesso evocato ma solo a tratti tradotto in una reale strategia condivisa. L’idea è semplice: la Liguria offre gli sbocchi marittimi e i terminal portuali, mentre il Piemonte mette a disposizione spazi, piattaforme logistiche e connessioni con il sistema produttivo del Nord Italia e dell’Europa.

Cirio ha rilanciato con decisione questa visione, arrivando a proporre l’ingresso del Piemonte nella governance dei porti liguri. Una richiesta che, se da un lato conferma la centralità del porto di Savona-Vado nella rete commerciale del Nord-Ovest, dall’altro apre un tema politico non banale: la gestione dei porti liguri è sempre stata considerata una prerogativa territoriale sensibile, e l’idea di una governance interregionale potrebbe ridisegnare equilibri e competenze.

Olivieri ha parlato di un incontro “concreto e proficuo”, sottolineando come gli scali savonese e vadese siano da sempre lo sbocco naturale al mare per il Piemonte, sia per il traffico merci sia per quello passeggeri. Un rapporto storico che oggi torna di attualità soprattutto alla luce della crescita dei traffici portuali e della competizione tra i grandi sistemi logistici europei.

Nel mese di marzo è previsto un sopralluogo congiunto al porto di Savona-Vado, occasione per verificare da vicino gli sviluppi infrastrutturali e logistici in corso. Ma il vero nodo resta quello delle connessioni ferroviarie, in particolare il potenziamento della linea Torino-Savona, considerata un asse strategico per il trasporto merci e per la mobilità passeggeri.

Qui si misura la distanza tra dichiarazioni e realtà. Da decenni la Torino-Savona viene indicata come infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del porto e dell’economia del territorio, ma gli interventi procedono lentamente, tra progetti, annunci e finanziamenti che faticano a tradursi in cantieri concreti. Senza una ferrovia moderna ed efficiente, la crescita del sistema portuale rischia di restare limitata.

La sfida è più ampia: costruire un vero sistema logistico integrato Piemonte-Liguria, capace di competere con i grandi corridoi europei e di valorizzare il porto di Savona-Vado non solo come infrastruttura locale, ma come piattaforma strategica per l’intero Nord-Ovest.

La sensazione è che qualcosa si stia muovendo, ma anche che il tempo delle dichiarazioni sia ormai finito. Se davvero il porto rappresenta una leva di sviluppo economico per Savona e per il Piemonte, serviranno investimenti, coordinamento istituzionale e soprattutto una visione di lungo periodo.

Perché nella logistica, più che le parole, contano i binari, i terminal e le connessioni che funzionano davvero.

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