Site icon UOMINI LIBERI

Porto di Savona, l’elettrificazione infinita: dieci anni di promesse, milioni di euro e le navi continuano a fumare

Dal 2020 i finanziamenti, nel 2022 l’aggiudicazione dei lavori, nel 2023 il cantiere che doveva durare un anno, nel 2025 la promessa di completare tutto entro marzo 2026. Ora, a novembre 2026, si apre un’altra fase: quella della gestione. Intanto gli abitanti di Villetta e Valloria continuano ad aspettare. La lunga cronistoria di un’opera che sembra non arrivare mai al traguardo.

A Savona c’è un’opera pubblica che possiede una caratteristica davvero straordinaria: è sempre sul punto di essere completata, ma non è mai il momento di utilizzarla.
Parliamo dell’elettrificazione delle banchine del porto, il famoso cold ironing, una tecnologia che dovrebbe permettere alle navi da crociera di spegnere i generatori di bordo durante la permanenza in porto, collegandosi alla rete elettrica terrestre.
Una soluzione importante, soprattutto per una città come Savona, dove il terminal crociere si trova praticamente dentro il centro abitato e le gigantesche ciminiere delle navi svettano davanti alle abitazioni.
Da anni i residenti di Villetta e Valloria denunciano fumi, odori, emissioni e preoccupazioni per la salute. Da anni le istituzioni rispondono con annunci, progetti, finanziamenti, gare, cronoprogrammi e rassicurazioni.
E da anni la domanda rimane la stessa: quando potranno finalmente spegnersi i generatori delle navi ormeggiate?
L’ultima notizia, pubblicata dalla stampa locale, racconta che si apre la fase finale per affidare la gestione dell’impianto.
Una buona notizia, certamente. Ma prima di festeggiare sarebbe opportuno ripercorrere una storia che ha ormai assunto tutti i contorni di una commedia amministrativa, con una differenza: a respirare i fumi non sono gli attori sul palcoscenico, ma i cittadini.

La lunga cronistoria: dalle prime promesse ai finanziamenti

Prima del 2020: i cittadini protestano, le istituzioni discutono

Il problema delle emissioni delle navi non nasce certamente oggi.
Da molti anni gli abitanti dei quartieri sovrastanti il porto denunciano la presenza di fumi e odori provenienti dalle navi ormeggiate.
Il Coordinamento Villetta-Valloria si mobilita, raccoglie migliaia di firme e chiede interventi concreti alle istituzioni.
Nel frattempo il cold ironing viene indicato come una delle soluzioni principali per ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi durante la sosta.
La tecnologia non è fantascienza. Nel porto di Genova Pra’ esistono già infrastrutture di elettrificazione realizzate negli anni precedenti.
A Savona, invece, si continua a discutere.

Agosto 2020: arrivano i finanziamenti

La svolta sembra arrivare nell’agosto del 2020.
La Conferenza unificata Stato-Regioni-Città dà il via libera a un programma nazionale di investimenti portuali da 906 milioni di euro.
Tra gli interventi finanziati figurano l’elettrificazione del terminal crociere e traghetti di Genova, per 22,89 milioni, e quella del terminal crociere di Savona, per 8,79 milioni.
Finalmente ci sono le risorse.
Non si tratta più soltanto di un’idea o di una promessa elettorale. Il progetto entra nella programmazione degli investimenti pubblici.
Per i residenti sembra aprirsi una prospettiva concreta.

Ottobre 2022: lavori aggiudicati, un anno per completarli

Passano oltre due anni e l’11 ottobre 2022 arriva un altro annuncio.
I lavori vengono aggiudicati a un raggruppamento di imprese guidato da Nidec ASI, insieme a Ceisis, Giuggia Costruzioni e SV Port Service.
L’importo a base d’asta è di circa 8,9 milioni di euro, con un ribasso del 7,4%.
Il programma comunicato è rassicurante: avvio del cantiere all’inizio del 2023 e durata prevista di dodici mesi.
Facendo i conti, il sistema avrebbe dovuto essere sostanzialmente realizzato nel 2024.
Sembra tutto definito.
Finanziamenti disponibili, imprese individuate, lavori programmati.
Manca soltanto una cosa: arrivare davvero al risultato.

Gennaio 2023: si annuncia nuovamente l’avvio

Il 10 gennaio 2023 la stampa torna sull’argomento.
Il titolo è eloquente: il porto elettrificato da 8,9 milioni, con il cantiere pronto a partire.
Si spiegano anche i dettagli economici: circa 5,6 milioni destinati agli impianti di trasformazione e distribuzione dell’energia elettrica, oltre alle risorse per gli edifici e le infrastrutture di servizio.
Ancora una volta viene indicata una durata prevista dei lavori di un anno.
Insomma, l’appuntamento con il porto elettrico sembrava ormai vicino.
Ma il calendario, evidentemente, non aveva fatto i conti con quello delle opere pubbliche savonesi.

Marzo 2024: interviene persino il Difensore civico

Il 25 marzo 2024 arriva un passaggio particolarmente significativo.
Il Difensore civico della Regione Liguria, Francesco Cozzi, interviene nella sua funzione di Garante per il diritto alla salute.
Dopo le ripetute segnalazioni dei cittadini, chiede all’Autorità portuale chiarimenti sui tempi di elettrificazione delle banchine e sulle misure per controllare la qualità dell’aria.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la modernizzazione del porto. Riguarda anche la tutela della salute dei residenti.
L’Autorità portuale illustra gli interventi realizzati e quelli programmati.
E qui arriva un dettaglio interessante: per il terminal crociere di Savona vengono indicati due accosti da elettrificare nel 2025.
La scadenza, rispetto alle previsioni del 2022, è già slittata.
Nel frattempo vengono prospettate anche centraline di monitoraggio degli inquinanti, da gestire attraverso ARPAL.
Una vicenda che dimostra quanto le proteste dei cittadini fossero tutt’altro che un capriccio di quartiere.

Dicembre 2025: tutto pronto entro marzo 2026. O almeno così si annuncia

Il 16 dicembre 2025 arriva una nuova notizia destinata a riaccendere le speranze.
Nel porto di Savona sbarca l’AMP Mobile PowerMove, un dispositivo di circa 28 tonnellate, dotato di gru telescopica, destinato a gestire i cavi di alimentazione delle navi da crociera.
L’Autorità portuale annuncia che il progetto sarà completato entro il primo trimestre del 2026.
L’importo dell’opera viene indicato in circa 10,1 milioni di euro.
Finalmente, verrebbe da dire.
Dopo anni di attesa, entro marzo 2026 le infrastrutture dovrebbero essere completate.
Ma anche questa scadenza non coincide con l’effettiva entrata in servizio del sistema.

Marzo 2026: nuovo appuntamento, questa volta a fine anno

Il 13 marzo 2026 il presidente dell’Autorità portuale, Matteo Paroli, fornisce un altro aggiornamento.
L’infrastruttura, secondo le previsioni illustrate, dovrebbe essere tecnicamente pronta a giugno per il collaudo.
Il servizio, invece, dovrebbe diventare operativo entro la fine dell’anno.
Perché?
Perché occorre individuare il soggetto che gestirà l’erogazione dell’energia elettrica alle navi.
Paroli spiega che si sta lavorando a un bando e che l’obiettivo è individuare il gestore subito dopo l’estate, possibilmente anche prima.
Dunque, a marzo 2026, la situazione è questa: i lavori si avvicinano al completamento, ma manca ancora il gestore.
Una domanda sorge spontanea: possibile che, dopo tanti anni di progettazione, finanziamenti e lavori, la questione della gestione non sia stata risolta per tempo?
Naturalmente esistono procedure, competenze ministeriali e regole da rispettare. Ma proprio per questo sarebbe stato necessario programmare con largo anticipo anche l’ultima fase.
Perché un impianto elettrico senza un servizio operativo rischia di essere come una stazione ferroviaria perfettamente costruita, ma senza treni.

Giugno 2026: il finanziamento arriva a 11,1 milioni

Nel frattempo emerge un altro particolare significativo.
Un provvedimento ministeriale pubblicato nel giugno 2026 ammette a finanziamento PNRR l’intervento savonese per 11,1 milioni di euro, rispetto ai 10,2 milioni precedentemente assegnati con il decreto del 2020.
L’incremento è di 900 mila euro.
Nella documentazione ministeriale si fa riferimento a esigenze di completamento dell’opera, a una prevista variante e alle attività di collaudo specialistico.
Il provvedimento riorganizza anche la copertura finanziaria per evitare il doppio finanziamento delle stesse spese.
Non significa, quindi, che agli stanziamenti precedenti si aggiungano integralmente altri 11,1 milioni. Significa però che il quadro economico dell’intervento è stato aggiornato verso l’alto.
E qui sarebbe interessante conoscere il costo finale effettivo dell’opera, comprese le eventuali varianti e tutte le spese accessorie.

Novembre 2026: si apre la fase finale. Ma quale finale?

Arriviamo finalmente alla notizia di questi giorni.
Dopo anni di proteste dei residenti e di attesa, l’Autorità di sistema portuale annuncia che, una volta conclusi i lavori, saranno realizzate le nuove cabine elettriche e le infrastrutture necessarie al collegamento delle banchine del terminal.
L’attenzione si concentra ora sull’affidamento della gestione dell’impianto.
E qui torna il problema già emerso a marzo.
Allora si prevedeva di individuare il gestore dopo l’estate e di rendere operativo il servizio entro la fine del 2026.
Adesso siamo a novembre e si parla ancora di fase finale per la gestione.
Che cosa è successo nel frattempo? Il gestore è stato individuato? La gara è stata avviata? Il collaudo tecnico è stato effettuato?
Sono domande che meritano risposte precise, non l’ennesimo annuncio.
I sono anche gli ulteriori progetti di transizione energetica dell’Autorità portuale, dagli impianti fotovoltaici sui capannoni ai sistemi di accumulo, fino alle reti intelligenti per distribuire l’energia.
Iniziative certamente interessanti.
Ma prima di raccontare il porto del futuro sarebbe opportuno far funzionare quello del presente.

Il problema non è soltanto il ritardo. È la credibilità degli annunci

La cronistoria parla da sola.

Le tappe di una lunga attesa

  1. 2020 — Finanziamenti per il progetto di elettrificazione.

  2. 2022 — Aggiudicazione dei lavori, durata prevista di dodici mesi.

  3. 2023 — Annunciato l’avvio del cantiere.

  4. 2024 — Il Difensore civico interviene; l’elettrificazione del terminal è prevista per il 2025.

  5. 2025 — Nuova promessa: completamento entro marzo 2026.

  6. Marzo 2026 — Collaudo previsto a giugno, servizio entro dicembre.

  7. Giugno 2026 — Finanziamento aggiornato a 11,1 milioni.

  8. Novembre 2026 — Si parla ancora dell’affidamento della gestione.

Non si può sostenere che in questi anni non sia stato fatto nulla. Gli investimenti ci sono stati, le gare sono state aggiudicate, le infrastrutture sono state realizzate o avviate e le procedure amministrative sono proseguite.
Ma è altrettanto difficile negare che le scadenze comunicate ai cittadini siano cambiate ripetutamente.
Ed è proprio questo il punto.
Un’amministrazione pubblica può incontrare difficoltà tecniche, imprevisti e problemi burocratici. Ma dovrebbe anche spiegare con trasparenza perché le previsioni non sono state rispettate.
Non basta spostare continuamente in avanti la data del traguardo.

E i residenti di Villetta e Valloria?

In questa storia c’è una categoria che sembra destinata a comparire soltanto quando bisogna ricordare quanto sia importante l’opera: i cittadini.
Sono loro che da anni segnalano i fumi delle navi, gli odori e le preoccupazioni per la qualità dell’aria.
Sono loro che hanno raccolto firme, presentato richieste e sollecitato le istituzioni.
E sono sempre loro che aspettano.
Il cold ironing rappresenta una soluzione concreta per ridurre le emissioni locali durante l’ormeggio, anche se non elimina ogni forma di inquinamento portuale e i benefici complessivi dipendono anche dall’origine dell’energia elettrica utilizzata.
Ma proprio perché si tratta di un intervento importante, sarebbe stato necessario considerarlo una priorità sanitaria e ambientale, oltre che infrastrutturale.
Non soltanto un investimento da inserire nei comunicati sulla transizione ecologica.

La politica savonese dov’era?

E qui entra in gioco anche la politica.
Perché il porto è certamente di competenza dell’Autorità di sistema portuale, ma le conseguenze delle sue attività ricadono direttamente sulla città.
In questi anni si sono succedute amministrazioni, rappresentanti istituzionali e responsabili dell’Authority.
Eppure il problema delle emissioni delle navi è rimasto al centro delle proteste.
Il Comune di Savona, la Regione Liguria e i rappresentanti politici del territorio hanno chiesto con sufficiente determinazione il rispetto delle scadenze?
Hanno preteso cronoprogrammi verificabili e aggiornamenti pubblici?
Hanno esercitato tutta la pressione istituzionale possibile per accelerare la realizzazione e soprattutto l’attivazione del servizio?
Oppure ci si è limitati ad accogliere positivamente ogni nuovo annuncio, salvo poi aspettare quello successivo?
Perché quando si parla di salute pubblica non dovrebbe esistere una divisione tra competenze amministrative e responsabilità politica.

La domanda finale: quando vedremo la prima nave spegnere i generatori?

A questo punto sarebbe utile che l’Autorità portuale rendesse pubbliche poche informazioni, ma decisive: la data effettiva del collaudo, lo stato della procedura per individuare il gestore, il costo complessivo aggiornato e soprattutto il giorno previsto per il primo collegamento operativo di una nave da crociera.
Non un trimestre indicativo. Non un generico entro l’anno. Una previsione documentata, accompagnata dalle condizioni necessarie per rispettarla.
Perché la differenza tra un porto elettrificato sulla carta e un porto elettrificato nella realtà è molto semplice.
Nel primo caso si inaugurano progetti, si annunciano investimenti e si pubblicano comunicati.
Nel secondo caso le navi arrivano, si collegano alla corrente elettrica e spengono i generatori.
A Savona, dopo tanti anni, sarebbe finalmente ora di passare dal primo caso al secondo.
E forse il giorno in cui una nave da crociera spegnerà davvero i generatori durante la sosta sarà il caso di organizzare una grande cerimonia.
Non tanto per inaugurare l’impianto.
Quanto per celebrare un avvenimento che, dopo questa interminabile attesa, rischia di sembrare quasi miracoloso.
Perché a Savona il porto del futuro è stato annunciato tante volte. Adesso i cittadini vorrebbero semplicemente respirare meglio nel presente.

Condividi