Nel porto di Savona l’elettrificazione delle banchine sembra essere diventata una sorta di romanzo a puntate, con un finale che continua a spostarsi sempre un po’ più avanti nel tempo.
Da almeno dieci anni se ne parla. Nel 2022 i giornali annunciavano con entusiasmo: “A gennaio via all’elettrificazione delle banchine: assegnati i lavori”. Sembrava la svolta. Il famoso cold ironing, cioè il sistema che permette alle navi ormeggiate di spegnere i motori e collegarsi alla rete elettrica di terra, appariva finalmente a portata di mano.
Siamo però arrivati a marzo 2026 e la storia continua con un nuovo capitolo. L’ultimo annuncio arriva dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, che indica una possibile scadenza: l’obiettivo è fornire il servizio entro la fine dell’anno.
Un annuncio che suona familiare a molti savonese.
Il sospiro atteso da Villetta e Valloria
L’elettrificazione delle banchine non è solo una questione tecnica. Per i quartieri Villetta e Valloria, che si affacciano direttamente sul porto crocieristico, rappresenta una promessa di aria più respirabile.
Quando le navi restano in porto con i motori accesi per produrre energia di bordo, le ciminiere continuano a emettere fumi per ore. Da anni i residenti denunciano la situazione e il Coordinamento Villetta-Valloria ha raccolto migliaia di firme chiedendo interventi concreti.
Il cold ironing permetterebbe alle navi di spegnere i motori termici durante l’ormeggio, riducendo rumore e emissioni. Un passo importante per la qualità della vita di una parte della città che convive da tempo con i disagi del traffico portuale.
Infrastrutture pronte, ma serve il gestore
Secondo quanto spiegato dall’Autorità portuale, le infrastrutture dovrebbero essere tecnicamente pronte a giugno, quando è previsto il collaudo con Terna, il gestore della rete elettrica nazionale.
Il nodo ora è individuare il gestore del servizio, che dovrà essere selezionato attraverso una gara pubblica. Il Ministero delle Infrastrutture ha definito il quadro regolatorio, ma resta da capire se la gara sarà organizzata singolarmente da ogni Autorità portuale o attraverso un ambito nazionale più ampio.
Per non perdere tempo, spiegano dall’Authority, gli uffici stanno già preparando una sorta di bando “cornice”, in modo da accelerare le procedure quando arriveranno le indicazioni definitive.
La domanda che circola in città
La promessa, quindi, è chiara: entro fine anno il sistema potrebbe essere operativo.
Ma a Savona, dove la storia dell’elettrificazione delle banchine è ormai lunga quasi quanto una traversata atlantica, molti cittadini osservano la vicenda con un misto di speranza e ironia.
La domanda che gira tra bar, quartieri e comitati è sempre la stessa:
Sarà finalmente l’annuncio giusto, o l’ennesima puntata di una serie che dura da più di dieci anni?
Se davvero il 2026 sarà l’anno del cold ironing, per Savona non sarà solo una novità tecnologica.
Sarà soprattutto la fine di una promessa che dura da troppo tempo.






