Piazza Brennero, dopo i lavori arrivano gli studenti: la campagna elettorale infinita

Dopo interventi, modifiche alla viabilità, parcheggi ridisegnati e un’area pedonale creata pochi mesi fa, il Comune torna sulla stessa piazza e chiama i cittadini a votare fra otto progetti realizzati dagli studenti del Grassi. Un’iniziativa interessante sul piano didattico, ma politicamente arriva nel momento perfetto per trasformarsi nell’ennesima vetrina dell’amministrazione Russo. E intanto viene spontanea una domanda: davvero questa era una delle priorità di Savona?

A Savona ormai anche una panchina rischia di diventare un evento.

Una fioriera può trasformarsi in “rigenerazione urbana”, qualche metro quadrato di asfalto colorato diventa “urbanistica tattica” e, se poi ci aggiungiamo un bel voto online, ecco servito anche il piatto forte: la “partecipazione”.

L’ultima puntata riguarda piazza Brennero, dove il Comune ha lanciato una consultazione online, aperta fino al 9 ottobre, per scegliere fra otto proposte elaborate dagli studenti delle classi quarte del liceo scientifico Orazio Grassi. Le preferenze saranno poi considerate, insieme alla fattibilità tecnica ed economica, nella definizione della soluzione finale.

Chiariamo subito un punto: i ragazzi non c’entrano nulla con questa critica.

Anzi. Hanno lavorato, studiato lo spazio, fatto sopralluoghi, ascoltato residenti e commercianti e prodotto otto progetti. È un’esperienza didattica certamente utile e sarebbe profondamente ingiusto scaricare sugli studenti una polemica che riguarda esclusivamente le scelte politiche dell’amministrazione.

Il problema è un altro: l’uso politico e comunicativo che si fa dell’iniziativa.

Una piazza sulla quale si è appena intervenuti

Perché piazza Brennero non è un luogo dimenticato da vent’anni che improvvisamente qualcuno ha deciso di recuperare.

Il Comune ci è appena intervenuto.

Nel marzo scorso sono partiti i lavori per creare l’area pedonale tra l’aiuola centrale e gli esercizi commerciali, realizzare venti posti per motocicli, ridisegnare gli stalli delle auto e modificare il percorso di chi scende da via Firenze verso via Verdi. Già allora venivano annunciate panchine e fioriere temporanee in attesa della fase successiva.

E il progetto veniva da ancora prima: nell’ottobre 2025 il sindaco Marco Russo spiegava che l’obiettivo era riorganizzare la sosta e trasformare quello che veniva considerato un nodo di traffico in uno spazio di incontro. Era già prevista persino la collaborazione con il liceo scientifico.

Quindi non siamo davanti alla scoperta improvvisa di piazza Brennero.

Siamo davanti all’ennesimo capitolo della stessa operazione.

E adesso, dopo avere già ridisegnato quello spazio, si scopre che occorre nuovamente “dargli un significato”.

Una domanda, allora, non sembra irriverente: ma prima di intervenire si sapeva che cosa si voleva fare di quella piazza?

E adesso altri soldi

C’è poi un particolare che nel racconto tutto sorrisi, colori e partecipazione rischia di passare inosservato.

A luglio, nella manovra comunale, risultavano 20 mila euro destinati agli interventi di riqualificazione di piazza Brennero pensati dagli studenti del liceo scientifico.

Non è certamente una cifra capace di dissestare il bilancio comunale. Ma il problema politico resta: sono sempre soldi pubblici e ogni euro speso rappresenta una scelta rispetto a un’altra possibile destinazione.

Ed è qui che il discorso cambia.

Perché Savona non è una città nella quale sia rimasto soltanto da decidere il colore delle panchine.

Ci sono strade e marciapiedi da mantenere, edifici pubblici che richiedono interventi, problemi nei quartieri e scuole che meritano attenzione e risorse. Perciò è del tutto legittimo chiedersi se un nuovo intervento su uno spazio sul quale l’amministrazione è appena intervenuta rappresenti davvero una priorità.

Non basta chiamare qualcosa “rigenerazione urbana” perché automaticamente lo diventi.

La partecipazione che fotografa benissimo

E poi c’è il calendario.

Siamo ormai entrati nell’ultima parte del mandato amministrativo e le elezioni comunali del 2027 si avvicinano e si ha l’impressione  che questa iniziativa sia stata organizzata allo scopo di fare campagna elettorale: una campagna mascherata da riqualificazione

E’ una macchina comunicativa perfetta: studenti, giovani, cittadini chiamati a votare, partecipazione, colori, verde, panchine, rendering, futura inaugurazione.

Materiale ideale per comunicati, fotografie e video.

Oggi si annuncia il concorso. Domani si proclama il progetto scelto. Dopodomani partono i lavori. Poi arriverà probabilmente il taglio del nastro.

Una piccola piazza può così garantire parecchie puntate della narrazione della “Savona che cambia”.

Lasciamo almeno fuori i ragazzi

Ed è proprio questo l’aspetto che convince meno.

I ragazzi del Grassi meritano di vedere riconosciuto il loro lavoro per quello che è, un progetto scolastico e un esercizio concreto di cittadinanza e progettazione urbana. Non dovrebbero diventare, neppure involontariamente, la scenografia dietro cui un’amministrazione costruisce il racconto delle proprie realizzazioni.

Perché qui il paradosso è evidente.

Prima il Comune decide di trasformare lo spazio. Poi interviene. Poi, a lavori eseguiti, bisogna decidere come caratterizzarlo. Infine arrivano gli studenti e il voto popolare per completare ciò che era già stato avviato.

E tutto viene presentato come una grande operazione di partecipazione.

Forse la vera partecipazione sarebbe stata un’altra cosa: prima stabilire insieme ai cittadini quali fossero le priorità del quartiere e della città, poi decidere dove spendere i soldi e soltanto alla fine progettare l’intervento.

Non partire dall’asfalto per arrivare alle idee.

Perché piazza Brennero rischia di diventare una perfetta metafora di questa fine mandato: prima si traccia il perimetro, poi si cerca che cosa metterci dentro.

E, possibilmente, prima delle elezioni.

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