Pensiero domenicale: Il Paese dei segreti

Come da tradizione, continua la politica dei segreti anche da parte del nuovo governo, che a questo punto oltre ad aver oltrepassato ogni limite, ci sta trascinando ogni giorno di più dentro a un conflitto che fa paura per ciò che potrebbe accadere. Alcuni giorni fa abbiamo appreso che soldati ucraini sono venuti in Italia a scuola per imparare a sparare con missili franco-italiani Al riguardo il generale Bertolini dice: “Ci stiamo facendo male da soli: così sabotiamo la pace, addio sovranità È il segno della partecipazione sempre più attiva dell’Italia nel conflitto”. Nelle edizioni di domenica e lunedì il Fatto Quotidiano ha proposto in prima pagina la notizia su un gruppo di circa venti soldati ucraini addestrati in Italia, a Sabaudia, in provincia di Latina. Un segreto di fatto per la stampa di casa. L’addestramento svelato, è stato confermato da fonti militari all’agenzia Ansa, precisando che si era anche concluso.
Come sempre documento le notizie, in quanto qualcuno potrebbe accusarmi di mentire, perché molti giornali di regime non hanno pubblicato nulla al riguardo.
Reputo questa situazione estremamente pericolosa e che può senza dubbio mettere a repentaglio il nostro Paese.
Questi personaggi eletti da una minoranza di Italiani, sono sempre più legati alla politica estera statunitense che vuole che la guerra continui.
“Se a Putin piace, come può essere un buon piano?”, ha tagliato corto Biden ad una domanda sul documento di 12 punti promosso dal presidente Xi Jinping, che sollecita una “soluzione politica”, il ritiro delle sanzioni e sollecita tutti a sostenere Russia e Ucraina nella ripresa “del dialogo diretto” il più rapidamente possibile.
La versione della stampa mainstream, è che l’invasione di uno Stato sovrano rappresenti una violazione del diritto internazionale. Ciò è indubbiamente vero: la Russia ha invaso l’Ucraina e non viceversa. Tuttavia, a proposito di diritto internazionale e delle sue regole, non facemmo noi come NATO la stessa cosa aggredendo la Serbia? Senza l’avvallo dall’ONU?
Certi discorsi di buon senso, ovvero cercare di mettere fine a questa guerra assurda, vengono considerati filo Putiniani.
A costo di diventare tedioso ribadisco che a me Putin non è mai piaciuto, a differenza di tanti politici nostrani non ho mai partecipato alla beatificazione del dittatore russo, non ho mai indossato la maglietta con la faccia di Putin facendomi fotografare nella piazza rossa.
Dopo aver chiarito ciò devo dire che reputo un grave errore intrometterci in questo modo nel conflitto, che non è il nostro e schierarsi in questo modo da una parte, rende sempre più difficile ogni proposito di pace.
Domandiamoci quante guerre ci sono state dopo la seconda guerra mondiale e non mi pare, che siamo interventi spesso a difesa degli aggrediti.
In modo ipocrita ci siamo accorti solo un anno fa di quanto stava accadendo in Ucraina, voltando la faccia e con l’informazione silente nella maggior parte dei casi nei confronti di un conflitto iniziato nel 2014. Chi ha coraggio lo usi ora, perché tra poco senza neppure accorgerci ci troveremo coinvolti in maniera diretta in un conflitto che sempre più sta assumendo le sembianze di una guerra mondiale.
Noi non manderemo i nostri figli a morire per fare piacere a chi usa la guerra per risolvere i propri problemi interni.
Ci vuole coraggio dicevo soprattutto da parte di chi parla di Patria nazione e altre balle demagogiche.
Ci dimostri una volta tanto che abbiamo un governo autorevole che sa prendere posizioni e sa fare per una volta gli interessi del Paese che a parole dice di amare e smetta soprattutto di fare il reggicoda degli Stati Uniti.

 Roberto Paolino

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