Per fortuna che il referendum non doveva avere conseguenze politiche.
La botta del referendum per il centrodestra è stata pesante, pesantissima. Molto più di quanto la maggioranza potesse immaginare. Nel giro di meno di 48 ore hanno lasciato tre figure di primo piano del Governo: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e la ministra del Turismo Daniela Santanchè. È toccato anche a Maurizio Gasparri, che ha dovuto lasciare l’incarico di capogruppo di Forza Italia.
Insomma una vera resa dei conti senza sconti.
Si credevano invincibili pensavano di avere ormai conquistato la fiducia del Popolo invece la doccia fredda è arrivata inaspettata e dolorosa.
Il Popolo questa volta ha detto No
Conseguenze Politiche Principali:
Stop alle Riforme: Le riforme costituzionali e normative promosse dalla coalizione di governo (specialmente su premierato e giustizia) sono da considerare arenate o bocciate.
Indebolimento del Governo: La sconfitta viene letta come una parziale perdita di consenso e stabilità per Giorgia Meloni, nonostante la vittoria del 2022 fosse legata a una coalizione ampia.
Rilancio dell’Opposizione: Il “NO” offre nuova linfa all’opposizione per presentarsi come alternativa credibile, superando le frammentazioni precedenti.
Scenario Politico 2027: Il voto del 2026 cambia le carte in tavola per la partita politica del 2027, con un probabile rallentamento dell’agenda riformista della destra.
Effetto Conservativo: Prevale la struttura costituzionale esistente, ritenuta più stabile e capace di garantire il bilanciamento dei poteri, contro una maggiore concentrazione di potere nel governo centrale.
La Meloni ha cercato di reagire alla slavina che stava arrivando impetuosa
Avete notato come è cambiata la linea nei confronti del bullo Americano?
L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. È accaduto qualche sera fa, ma la notizia è stata tenuta riservata. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Vi chiedo avremmo avuto le dimissioni dei personaggi chiaccherati se avesse vinto il Si?
Avremmo avuto finalmente una reazione alle prepotenze di Trump se avesse vinto il Si?
Io credo proprio di no.
Fin dall’inizio sapevo che in gioco non c’era solo la riforma della magistratura.
Solo le anime candide pensavano che fosse solo una cosa tecnica.
In gioco c’era la sopravvivenza del governo stesso, altrimenti:
Il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia non avrebbe scatenato polemiche a marzo 2026 invitando a usare «il solito sistema clientelare» per sostenere il “Sì” al referendum in Basilicata. Il parlamentare ha suggerito di sfruttare parentele e favori personali per vincere, sollevando critiche e sdegno dalle opposizioni.
Sapeva che in caso della vittoria del No finiva la pacchia.
Ora attendiamo che il popolo che ha votato no,non venga deluso e allontanato nuovamente dal voto.
Colgo l’occasione per augurare a tutti Una serena Buona Pasqua….
Nonostante Trump.
Roberto Paolino






