La Pasqua, si sa, è il primo vero banco di prova della stagione turistica. E quest’anno, tra sole incerto e mondo ancora più incerto, la Riviera ligure – e in particolare Savona – torna a riempirsi.
Non è ancora estate, ma l’aria è quella giusta: prenotazioni alte, alberghi in fermento e un territorio che, almeno per qualche giorno, smette di guardarsi allo specchio e torna a essere meta.
Verso il tutto esaurito (o quasi)
Le previsioni parlano chiaro: la Liguria viaggia tra l’80% e l’85% di occupazione delle strutture ricettive, con il Ponente – quindi anche Savona e il suo comprensorio – poco sotto ma comunque su livelli molto alti, tra il 75% e il 78%.
E se si ascoltano gli operatori turistici della provincia, il messaggio è ancora più netto: si va verso il “tutto esaurito”, trainato anche dalle prenotazioni last minute legate al meteo.
Insomma, Savona e la sua riviera tornano a fare quello che sanno fare meglio: attirare flussi.
Il ritorno del turismo di prossimità
C’è però un elemento interessante – e anche un po’ rivelatore.
Questa Pasqua 2026 non è solo una questione di numeri, ma di provenienza.
Sempre più italiani scelgono di restare “vicino a casa”: Lombardia e Piemonte restano i bacini principali, mentre il turismo internazionale regge ma senza esplodere.
Il motivo?
Costi dei voli in aumento, instabilità internazionale e una sensazione diffusa: meglio il sicuro. E così la Liguria diventa, ancora una volta, una scelta “rifugio”.
Savona: un motore turistico (spesso sottovalutato)
I dati non mentono: la provincia di Savona è uno dei pilastri del turismo ligure, con oltre 1,5 milioni di arrivi e 6,5 milioni di presenze nel 2025.
Eppure, nel racconto mediatico, resta sempre un passo indietro rispetto alle Cinque Terre o al Levante.
E invece:
- Finale Ligure domina grazie all’outdoor
- Alassio resta il classico intramontabile
- l’entroterra cresce con agriturismi e turismo lento
E Savona città? Tiene, grazie a porto, crociere e darsena riqualificata, ma continua a vivere una sorta di identità turistica a metà.
Un boom… ma con qualche ombra
Attenzione però a non raccontarla come una favola.
A livello nazionale, il turismo pasquale registra una lieve flessione (-1,3%), segno che il contesto generale resta fragile.
E anche in Liguria il pienone ha un retrogusto particolare:
- cresce il turismo “last minute”
- aumenta il turismo breve (2-3 giorni)
- si riduce la permanenza media
Tradotto: più gente, ma meno stabile.
Il vero tema: occasione o illusione?
La domanda, alla fine, è sempre la stessa:
questa Pasqua è un segnale strutturale o solo una parentesi?
Per Savona il nodo è evidente:
- il turismo cresce
- ma manca ancora una visione forte
- e soprattutto manca continuità oltre i picchi stagionali
Perché riempire gli alberghi a Pasqua è importante.
Ma costruire una città che funzioni tutto l’anno… è un’altra partita.






