Parte l’iter per un nuovo impianto eolico tra Savona e Albisola. Due aerogeneratori oggi, quanti domani?

Savona, la nuova frontiera dell’eolico: sempre più pale, sempre meno risposte

C’è una costante ormai nella politica energetica ligure: quando si parla di nuovi impianti, la bussola punta quasi sempre verso la provincia di Savona. L’ultima conferma arriva dalla procedura avviata per il parco eolico “Bric Colletta”, tra Savona e Albisola Superiore.

Non è un’ipotesi, non è una voce: è nero su bianco. La Provincia ha comunicato l’avvio del procedimento per un impianto da 8 MW composto da due aerogeneratori da 4 MW ciascuno, con tanto di opere di connessione e variante urbanistica.

E qui arriva il primo punto politico, quello che nessuno dice mai chiaramente: non stiamo parlando solo di due pale eoliche. Stiamo parlando di un altro tassello dentro un mosaico sempre più fitto.

La strategia del “pezzo alla volta”

Due pale oggi. Sei domani. Sedici dopodomani.

È sempre così che funziona. Si parte con progetti “contenuti”, quasi rassicuranti. Poi però, guardando la cartina della provincia, il risultato è sotto gli occhi di tutti: una concentrazione crescente di impianti in un territorio già sotto pressione.

Savona rischia di diventare la valvola di sfogo energetica della Liguria.

E mentre altrove si discute, si rinvia, si blocca, qui si autorizza, si sperimenta, si accumula.

Variante urbanistica: la parola chiave

C’è un passaggio che merita attenzione: il progetto comporta una variante allo strumento urbanistico .

Tradotto: non è il territorio che decide cosa fare. È il progetto che modifica il territorio.

Una dinamica ormai ricorrente: prima arriva l’impianto, poi si adatta il piano. Non il contrario.

La solita promessa: energia verde

Sia chiaro: nessuno mette in discussione la necessità della transizione energetica.

Ma la domanda è un’altra: transizione per chi? e a quale prezzo?

Perché mentre si parla di sostenibilità, si continua a concentrare impianti sempre negli stessi luoghi, senza una vera pianificazione complessiva.

Il rischio è evidente: trasformare un territorio fragile in una piattaforma energetica, senza benefici proporzionati per chi ci vive.

Il grande assente: una visione

Quello che manca, ancora una volta, è una strategia regionale chiara.

Quanti impianti eolici sono previsti in Liguria?
Dove? Con quali limiti?
Qual è il carico massimo sostenibile per un territorio come quello savonese?

Silenzio.

E nel silenzio, le pratiche avanzano. Una dopo l’altra. Procedimento dopo procedimento.

Il déjà vu savonese

Chi segue queste vicende lo sa bene: inceneritori, impianti industriali, piattaforme portuali, ora pale eoliche.

Il copione è sempre lo stesso.

Savona non viene scelta ufficialmente.
Ma alla fine… viene sempre scelta.

Il progetto “Bric Colletta” non è solo un impianto da 8 MW.

È l’ennesimo segnale di una politica che procede per singoli atti, senza mai dire chiaramente quale sarà il risultato finale.

E allora la domanda vera è questa: quando smetteremo di discutere delle singole pale… e inizieremo a discutere del modello di territorio che vogliamo?

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