Pace, ciance e porfido: la via della pacificazione passa da via Rossello e via Mistrangelo

Savona – In un raro momento di ispirazione mistico-urbanistica, il sindaco Marco Russo ha annunciato la riqualificazione delle aree pedonali di via Rossello e via Mistrangelo, spiegando che non si tratta solo di sistemare due strade disastrate, ma di qualcosa di ben più grande: la pacificazione sociale.

Avete capito bene: posare mattonelle nuove e panchine ristrutturate servirà – a detta del primo cittadino – a sedare conflitti, lenire le tensioni sociali e forse, chissà, anche a risolvere le crisi familiari del quartiere. D’altronde, chi non si è mai sentito riconciliato con il prossimo dopo aver camminato su una nuova pavimentazione drenante?

La “rigenerazione urbana” – concetto ormai così abusato che lo si potrebbe applicare anche al restauro di un tombino – diventa così la nuova terapia di comunità. Altro che psicologi, servizi sociali, redditi insufficienti o politiche culturali: un po’ di arredo urbano e passa la paura.

Secondo Russo, “la riqualificazione degli spazi delle nostre città ha a che fare con il benessere delle persone”. Vero. Peccato che spesso queste persone debbano schivare buche e cassonetti traboccanti per raggiungere il loro benessere.

Ma il passaggio più spirituale è proprio la “pacificazione sociale”. E qui l’immaginazione galoppa: anziani che si stringono la mano davanti alla nuova rastrelliera per le bici, gruppi di cittadini che smettono di litigare sul porta a porta perché finalmente possono farlo in un ambiente riqualificato, e magari l’opposizione che, commossa da tanta bellezza urbana, depone le armi dialettiche e applaude in silenzio.

In attesa della beatificazione del porfido come strumento di coesione civile, noi restiamo con un dubbio: ma se bastano due strade rifatte a portare pace e benessere, cosa potrebbe mai succedere se sistemassero tutto il quartiere? Rischieremmo forse la felicità collettiva. Ma tranquilli: per quello non ci sono fondi.

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