Monte Camulera, la Val Bormida alza la voce: partecipazione record e fronte comune contro l’eolico gigante

La serata di ieri a Osiglia ha restituito un’immagine chiara e difficilmente equivocabile: la Val Bormida non è disposta a subire in silenzio un progetto che percepisce come estraneo, sproporzionato e potenzialmente devastante. L’assemblea pubblica dedicata al parco eolico sul Monte Camulera ha registrato una partecipazione fuori dall’ordinario, con una sala gremita nonostante il periodo festivo. Un dato politico prima ancora che numerico.

Un progetto che divide sulla carta, ma unisce il territorio

Il progetto prevede la realizzazione di sei pale eoliche alte circa 200 metri, collocate sul crinale tra Osiglia e Murialdo, in un’area montana e boscata caratterizzata da un equilibrio ambientale delicatissimo. Durante la serata è emersa con forza la sproporzione tra l’impatto previsto e i benefici reali attesi: vento discontinuo, produzione energetica incerta, infrastrutture invasive e un segno permanente sul paesaggio.

A colpire non è solo la dimensione delle pale, ma il contesto scelto: un crinale che svolge un ruolo fondamentale sotto il profilo idrogeologico, con la presenza di sorgenti e una rete ambientale fragile che mal si concilia con cantieri pesanti, sbancamenti e viabilità di servizio.

Una sala piena, un messaggio inequivocabile

Più che una semplice assemblea informativa, quella di ieri è sembrata una presa di coscienza collettiva. Il Coordinamento e le associazioni intervenute hanno illustrato in modo puntuale le criticità del progetto, sottolineando l’assenza di un vero confronto preventivo con le comunità locali. Un progetto “calato dall’alto”, è stato detto più volte, che tratta il territorio come una superficie disponibile e non come un sistema vivo.

Particolarmente significativo il clima della serata: niente slogan facili, ma attenzione, domande, interventi ragionati. Un pubblico consapevole, desideroso di capire e pronto ad agire.

I sindaci: “Linea comune e pareri negativi”

Alla serata hanno partecipato anche gli amministratori locali dei Comuni coinvolti, compreso Altare, che hanno ribadito una posizione condivisa: lavorare insieme alle associazioni e ai cittadini per presentare osservazioni tecniche e pareri negativi nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Un passaggio non secondario, perché il progetto non si gioca solo sul piano politico, ma soprattutto su quello tecnico-amministrativo. È qui che la compattezza del territorio può fare la differenza, mettendo in evidenza incongruenze, carenze progettuali e incompatibilità ambientali.

Non contro l’eolico, ma contro la speculazione

Uno dei messaggi più chiari emersi dall’assemblea è stato ribadito più volte: nessuna opposizione ideologica alle energie rinnovabili, ma un netto rifiuto di impianti fuori scala, pensati più per la rendita che per una vera transizione ecologica.

Pale sempre visibili, spesso ferme, che consumano suolo e paesaggio non rappresentano una risposta credibile alla crisi climatica. Rappresentano, piuttosto, un nuovo fronte di consumo del territorio, mascherato da sostenibilità.

Il percorso continua

La mobilitazione non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 9 gennaio alle ore 20.30 al Palazzetto dello Sport di Murialdo, dove le associazioni e l’amministrazione comunale entreranno ancora più nel dettaglio del progetto e delle sue ricadute ambientali, paesaggistiche ed economiche.

La serata di ieri ha però già lasciato un segno: la Val Bormida ha dimostrato di essere vigile, informata e pronta a difendere la propria identità. E quando un territorio parla con una voce sola, ignorarlo diventa molto più difficile.

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