Monte Camulera, dopo Osiglia cresce l’attesa per Murialdo

Il 9 gennaio nuova assemblea pubblica: l’Alta Val Bormida si prepara al confronto

La contrarietà al progetto del parco eolico sul Monte Camulera non nasce oggi. Ha preso forma concreta nei giorni scorsi a Osiglia, dove l’assemblea pubblica all’Imbarcadero ha visto una partecipazione ampia e trasversale. Una sala gremita che ha restituito l’immagine di un territorio tutt’altro che distratto, pronto a difendere il proprio equilibrio ambientale e paesaggistico.

In quell’occasione cittadini, amministratori locali e associazioni ambientaliste hanno messo in fila le criticità di un progetto che prevede sei pale eoliche alte circa 200 metri, una fitta rete di strade di servizio e interventi invasivi lungo il crinale tra Osiglia e Murialdo. Un’opera giudicata sproporzionata rispetto alle caratteristiche dell’area e alle reali potenzialità anemometriche, sulle quali – è stato sottolineato – mancherebbero dati storici solidi e verificabili.

Dopo Osiglia, l’attenzione ora si sposta su Murialdo, dove venerdì 9 gennaio, alle 20.30, è in programma una nuova assemblea pubblica al Palazzetto dello Sport, organizzata dal Comune. Un appuntamento molto atteso, perché Murialdo è uno dei territori maggiormente coinvolti dal tracciato della viabilità di servizio che salirebbe dalla borgata Valle fino al Camulera.

In vista dell’incontro, l’associazione ambientalista Wilderness di Murialdo ha già annunciato il deposito di osservazioni formali contrarie al progetto. Una posizione netta che invita i Comuni interessati a esprimere pareri negativi e, soprattutto, a non farsi attrarre dalle cosiddette “compensazioni economiche”.

Il tema è centrale: secondo Wilderness, i ristori promessi non possono giustificare lo stravolgimento permanente di un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico e ambientale. Né tantomeno possono compensare i rischi futuri legati allo smantellamento degli impianti a fine vita, un aspetto spesso sottovalutato. Il precedente della Baltera di Bormida, dove una pala eolica è ferma da anni senza che vi siano fondi certi per la rimozione, viene indicato come esempio concreto e non teorico.

Tra i nodi che saranno al centro del confronto del 9 gennaio figurano anche la durata delle concessioni, le responsabilità economiche a lungo termine, la mancanza di chiarezza sui benefici reali per la popolazione e l’impatto su un ecosistema rimasto inalterato nel tempo, che ospita una colonia stabile di camosci, elemento identitario del Monte Camulera.

L’assemblea di Murialdo non sarà quindi una semplice serata informativa, ma un passaggio cruciale per capire se e come il territorio intenda opporsi in modo unitario a un progetto percepito come calato dall’alto. Dopo il segnale forte arrivato da Osiglia, il 9 gennaio potrebbe rappresentare un nuovo punto di svolta nella mobilitazione dell’Alta Val Bormida.

Il messaggio che inizia a emergere è chiaro: non un rifiuto ideologico delle energie rinnovabili, ma un no deciso a interventi considerati speculativi, sproporzionati e potenzialmente irreversibili.

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